Vivi ignorato

Vivi ignorato. Questa massima attribuita a Epicuro mi ha impressionato fin dalla prima lettura avvenuta ai tempi del liceo.  Riletta a distanza di anni e accostata al modello culturale predominante nella società attuale, trovo che abbia una portata dirompente.
Ci insegnano o, meglio, ci inculcano che è necessario fruire il più possibile e in ogni direzione. Siamo assediati da proposte di ogni genere, ogni tipo di informazione, ogni tipo di oggetto, ogni tipo di tutto. Fino a non sapere più cosa vogliamo veramente, perché la nostra mente non riesce a orientarsi fra gli innumerevoli stimoli che la tempestano. E così ciò che desideriamo è solo il desiderio; raggiunto un obiettivo lo mettiamo subito da parte, per ricominciare da capo.
Proprio come Epicuro? Egli non viene da più parti considerato il filosofo del “piacere”?

A ben guardare il messaggio di Epicuro è di tutt’altro tenore. Lui stesso ci mette in guardia: “Quando noi dunque diciamo che il fine è il piacere, non intendiamo il piacere dei dissoluti e dei gaudenti – come credono certuni, ignoranti o dissidenti o che mal ci comprendono – ma il non soffrire quanto al corpo e non esser turbati in quanto all’anima”.
La saggezza è la vita senza turbamenti, il suo insegnamento è orientato al raggiungimento attraverso la filosofia della vita serena; l’uomo “beato e indistruttibile, non ha egli, né reca ad altri, affanni; non l’occupa dunque ira, né benevolenza, perché tali turbamenti sono solo nel debole”.

Quindi il suo messaggio si può leggere come una critica rivolta al pensiero dominante nella società contemporanea; ci dice ancora Epicuro: “consideriamo gran bene l’indipendenza dai desideri, non perché sempre ci debba bastare il poco, ma affinché, se non abbiamo molto, il poco ci basti”.

Abbiamo mai provato a immaginare la nostra vita priva anche solo di alcuni degli oggetti che la riempiono?

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4 Responses to Vivi ignorato

  1. fsquatrano ha detto:

    λαθε βιωσας

    Se vuoi arricchire Pitocle invece di aumentarne le rendite, sfrondane i desideri

    quanto aveva ragione, ogni minima idiozia diventa una necessità improrogabile, un desiderio da soddisfare anche a scapito degli altri

  2. Maurizio Vagnozzi ha detto:

    filosoficamente parlano, se mi togli la birra mi incazzo!

  3. Cecilia ha detto:

    bene.

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