La staffetta Sandra

«Fui catturata il pomeriggio del 12 settembre 1944, tradita da un partigiano passato al nemico. Ricordo che quella sera stessa, aspettando l’interrogatorio, ripensai alle parole di Vera, quando, pochi mesi prima, le avevo detto che volevo entrare nei Gap. “Rischierai di essere uccisa, o torturata. La tortura è la cosa più terribile. Hai visto come si salta, solo a bruciarsi un dito con un cerino?” Ebbi un pensiero anche per la sottoveste di seta rosa che indossavo: come tutti i miei vestiti, era stata cucita da mia madre, ed era molto graziosa. “Peccato”, pensai».

Dopo la Liberazione «Milano era ferita dalla guerra, dai bombardamenti, dalla fame. Non possedevamo nulla, ma eravamo davanti a un’epoca nuova, eravamo liberi, eravamo felici. Si cominciò subito a lavorare per tornare alla normalità. Il primo segno tangibile dei nostri sforzi fu il ritorno del pane bianco sulle nostre tavole».

I passi sono tratti dal libro Il pane bianco di Onorina Brambilla Pesce, la staffetta partigiana “Sandra”, morta a Milano il 6 novembre 2011.

Annunci

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: