“Il più bello dei fratelli”

[…]
Quanti anni, giorno per giorno,
Dobbiamo vivere con uno
Per capire cosa gli nasca in testa
O cosa voglia o chi è;
Turisti del vuoto, esploratori di nessuno
Che non sia io o me.
Van Loon viveva e io lo credevo morto,
O – peggio – inutile, solo per la distanza
Fra i suoi miti diversi e la mia giovinezza e superbia d’allora,
La mia ignoranza;
Che ne sapevo quanto avesse navigato
Con il coraggio di un Caboto fra le schiume,
Di ogni suo giorno, e che uno squalo è diventato,
Giorno per giorno, pesce di fiume.

[…]
Ora Van Loon si sta preparando piano
Al suo ultimo viaggio:
I bagagli già pronti da tempo,
Come ogni uomo prudente,
O meglio, il bagaglio,
Quello consueto di un semplice o un saggio,
Cioè poco o niente;
E andrà davvero in un suo luogo o una sua storia,
Con tutti i libri che la vita gli ha proibito,
Con vecchi amici di cui ha perso la memoria,
Con l’infinito,
Dove anche su quei monti nostri è sempre estate,
Ma se uno vuole quell’inverno senza affanni
Che scricchiolava in gelo sotto le chiodate
Scarpe di un tempo, dei suoi diciott’anni,
Dei suoi diciott’anni.

(Francesco Guccini – Van Loon – link)

E il tempo diventava ieri,
e con il tempo non crescevi,
eri la mia disperazione…
io ti dicevo “Non si fa,
insomma un po’ di serietà”;
e rispondevi “Stai tranquillo,
adesso è presto, adesso no,
ma un giorno o l’altro crescerò”.
E tutto quello che volevi,
giusto o sbagliato lo prendevi,
senza pensarci su un minuto,
e poi non obbedivi mai
e combinavi sempre guai…
che si trattasse di una gara,
un colpo il mondo e un colpo tu,
a chi stupiva un po’ di più!

[…]

E a volte un po’ sopra pensiero
in qualche foglio in qualche cielo
non riesco a disegnar le stelle,
la voglia di vedere te,
soltanto il tempo di un caffè,
e la tua faccia e l’allegria…
ma al bar mi dicono che tu
sei sempre appena andato via.

(Roberto Vecchioni – Per un vecchio bambino – link)

Che strano sogno voltarsi
Intorno e non vederti più…

(Roberto Vecchioni – Per un vecchio bambino)

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One Response to “Il più bello dei fratelli”

  1. […] padre ascoltava l’opera. Io mi annoiavo. Da ragazzo l’ascolto forzato di allora ha prodotto […]

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