Dizionario delle cose perdute

Dopo aver letto su un quotidiano milanese della presentazione dell’ultimo libro di Francesco Guccini, mi è nata la curiosità di assistere all’evento.
Così con discreto anticipo sull’ora del convegno, le 18,30, mi sono recato alla libreria Feltrinelli di piazza Piemonte a Milano.
Nella grande sala della libreria a piano terra c’era un certo fermento e i posti a sedere erano già tutti occupati. Ho comprato rapidamente un paio di copie e ho girovagato tra libri e dischi in attesa che iniziasse la presentazione.
All’ora convenuta la sala era ormai gremita di persone di tutti i tipi e di tutte le età. La presenza di molti giovanissimi a sentire Guccini è cosa che mi sorprende ogni volta.
La conversazione tra l’autore e il giornalista Gianni Mura è stata gradevole, con Guccini abilissimo a rapportarsi con il pubblico e a coglierne gli stimoli.
Il libro è stato lo spunto per parlare di un’atmosfera e di un modo di vivere, quello iniziato nel secondo dopoguerra, di cui non rimane quasi memoria in un mondo che si trasforma a velocità vertiginosa bruciando ora molto più rapidamente di allora gli oggetti che ci accompagnano nella vita quotidiana.
Da qui la voglia e forse il divertimento di Guccini di elencare in un libro alcuni di quegli oggetti e modalità di vivere.
Il libro che ha un prezzo contenuto, 10 euro, è diviso in vari capitoli che affrontano ognuno una situazione passata, ma il tutto senza cadere nel rimpianto dei tempi che furono.
Notevole la copertina che replica il disegno e il colore del pacchetto di sigarette chiamate “esportazioni”, anche quelle naturalmente “fuori corso”.
Un libro con lo sguardo rivolto al passato, probabilmente il segno del nostro tempo attuale che ci fa guardare al futuro con qualche preoccupazione.
Incalzato Guccini ha dichiarato che se concluderà alcune canzoni nel prossimo autunno entrerà in sala d’incisione per un nuovo LP, così gli piace dire.
La serata si è conclusa con le firme sui libri andati ovviamente esauriti.

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One Response to Dizionario delle cose perdute

  1. sbriciolami ha detto:

    “Tornò come fan molti, due soldi e giovinezza ormai finita,
    l’ America era un angolo, l’ America era un’ ombra, nebbia sottile,
    l’ America era un’ ernia, un gioco di quei tanti che fa la vita,
    e dire boss per capo e ton per tonnellata, “raif” per fucile. ”

    Sarei voluta essere lì, uno dei miei, forse il mio, cantautore italiano preferito…

    Spero di andarlo a trovare nella sua casa di Pavana quando tornerò in Italia.

    Cmq, mi hai incuriosito riguardo il libro…

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