piazzamissori

Piazzamissori. Come tante parole usate per significare qualcosa d’altro anche piazzamissori, ormai, vuol dire solo un luogo geografico del centro di Milano.

Ma chi era questo Missori, Giuseppe Missori, raffigurato in una singolare statua equestre nella piazza a lui dedicata?

Nei miei numerosi libri di storia, la storia è una delle mie passioni, compare brevemente indicato solo come un “maggiore” a cavallo nella spedizione dei mille.

Cercando qua e là nella rete ho trovato altre informazioni che rendo così come le ho lette, senza ulteriore verifica.

Nato nel 1829 a Mosca si trasferisce successivamente a Milano. Lascia la vita agiata per contribuire alla costruzione dell’unità d’Italia. Di fede repubblicana partecipa come combattente alle 5 giornate di Milano e ad altre spedizioni militari, tra cui la spedizione dei mille.

Raggiunta l’unità ritorna a Milano dove diviene una eminente personalità pubblica.

Consigliere comunale, presidente della commissione Consultiva per il Civico Museo del Risorgimento, divenne così noto e amato che, si dice, venisse acclamato dagli spettatori del teatro alla Scala quando presenziava a qualche rappresentazione.

Morì nel 1911 e qualche anno dopo la città raccolse fondi per tributargli una statua che venne inaugurata nel 1916.

***

La statua equestre, opera di Riccardo Ripamonti, suscitò alcune polemiche perché a fronte di un cavaliere fiero il destriero appare sfinito.

A me ricorda la raffigurazione di ronzinante, il cavallo di Don Chisciotte, quello mirabilmente disegnato da Pablo Picasso.

Ma forse il destriero di Missori presagiva la tristezza di essere testimone di una trasformazione della città che sarebbe radicalmente cambiata negli anni.

Della chiesa San Giovanni in Conca non rimane che un rudere, mentre al posto del palazzo è stato costruito un grande albergo.

Come ho più volte letto nei libri, Milano agli inizi del ‘900 doveva proprio essere bella!

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13 Responses to piazzamissori

  1. laulilla ha detto:

    Bello e interessante quest’articolo. C’è una ragione (terremoto, bombardamenti o speculazione edilizia allo stato puro) per la quale la piazza è stata così ridotta? Vedere la vecchia fotografia e l’orrore dello scatolame edilizio senza storia stringe davvero il cuore.

    • giuseppeb ha detto:

      La chiesa che ha una storia importante perché riedificata nell’XI secolo su un impianto precedente è stata demolita nel 1949. La facciata è stata spostata e ciò che vi era contenuto conservato altrove. Forse qualche palazzo nei dintorni poteva aver subito danneggiamenti da vari bombardamenti, ma in linea di massima direi che è stata una scelta urbanistica degli amministratori.

  2. laulilla ha detto:

    Grazie delle informazioni. Che orrore!
    Buona notte

  3. davvero, che bella agli inizi del ‘900. Non credo che gli amministratori del periodo post bellico rispondessero agli interessi dell’estetica-urbanistica, fortunatamente le cose sono cambiate con il tempo e la volontà di recupero, o almeno di mantenimento, salva tanti altri luoghi storici nella stessa milano.

    • giuseppeb ha detto:

      Anche io ho una preferenza per la Milano di quel periodo, ci sono molte fotografie con i “navigli” scoperti lungo la circonvallazione interna, quella dell’autobus 94 per chi lo conosce, che rappresentano una città quasi intima se mi è consentito il termine. Gli amministratori del secondo dopoguerra dovevano però avere qualche idea, forse, perché nella fotografia più recente i due palazzi sono di due noti architetti “novecentisti”, così ho letto, quello di sinistra è di Giovanni Muzio edificato tra il ’50 e il ’52, quello di destra è l’albergo dei Cavalieri progettato da Emilio Lancia ed edificato nel 1949.

  4. autumnfair ha detto:

    🙂
    una volta per dire a qualcuno che sembrava stanco, si usava: “Te pàret el cavall del Missori!”

  5. nutriarch ha detto:

    Questo è il genere di post che adoro!

  6. adimer passing ha detto:

    Bellissimo!!!
    Spiegato chiaro e bene.
    Sapevo anche io che Milano era una bella città.
    Ora devo pensare al concetto di città legata al prodotto interno lordo più che all’idea di bellezza.
    Etc. etc.
    Ciao.
    A.

  7. penna bianca ha detto:

    Post molto interessante anche per chi non è di Milano. Guardando le due foto finali c’è da chiedersi cosa sia il progresso. A dire il vero questa domanda me la faccio anche altre volte…:-)

  8. bricioladinuvola ha detto:

    (il titolo dei post si può cambiare… bello il detto citato da autumnfair)

  9. simphonyblue ha detto:

    wow..change will always be part of big cities .. but not always in a good way. I wonder how it will be in other 50 years?!

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