Tra nebbia e visioni

In qualche situazione, ma solo in qualche situazione, questa controversa città mi regala qualcosa.
Il più delle volte mi crea grandi tensioni ma in alcuni rari momenti si stabilisce come una specie di comunicazione e percepisco impressioni, visioni, sensazioni impagabili.
***
Dopo gli ultimi giorni di tiepido e sereno autunno è arrivata la prima leggera nebbia.
Il clima nebbioso, così come certi profumi, certi sapori, certa musica, ha il potere di proiettarmi in un tempo passato, un tempo di ricordi non razionale, quasi astratto dentro cui si confonde il presente.

Per me è un po’ come il sentire con triste meraviglia com’è tutta la vita e il suo travaglio di montaliana poesia che mi è tornata in mente questo meriggio e che è sempre un piacere rileggere:

Meriggiare pallido e assorto
presso un rovente muro d’orto,
ascoltare tra i pruni e gli sterpi
schiocchi di merli, frusci di serpi.

Nelle crepe del suolo o su la veccia
spiar le file di rosse formiche
ch’ora si rompono ed ora s’intrecciano
a sommo di minuscole biche.

Osservare tra frondi il palpitare
lontano di scaglie di mare
mentre si levano tremuli scricchi
di cicale dai calvi picchi.

E andando nel sole che abbaglia
sentire con triste meraviglia
com’è tutta la vita e il suo travaglio
in questo seguitare una muraglia
che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia.

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9 Responses to Tra nebbia e visioni

  1. bricioladinuvola ha detto:

    con-sento il “sentire con triste meraviglia”… però la nebbia (forse perché a Firenze è rara la saluto con stupore dolce, per quanto venato e velato di malinconia) mi pare un’avvolgente sfumatura, un ottundimento per sottrazione e non l’abbaglio del meriggio

    • giuseppeb ha detto:

      Hai ragione l’abbaglio del sole è altra cosa rispetto all’avvolgente sfumatura della nebbia. Ho preso, perché mi sembrava adatto alla situazione, solo il “sentire con triste meraviglia” di una poesia che mi piace molto.
      Grazie.

  2. Maurizio Vagnozzi ha detto:

    Non discuto Montale, ma sulle foto suggerirei almeno un particolare a fuoco e tutto il resto sfumato ….

    • giuseppeb ha detto:

      Caro Maurizio non è che sia un esperto fotografo e poi i miei mezzi tecnici sono piuttosto limitati. Ho una piccola fotocamera che porto con me e che spero riesca cogliere ciò che mi colpisce.
      A presto

  3. autumnfair ha detto:

    …che bella Milano in questa stagione
    🙂

  4. tramedipensieri ha detto:

    La nebbia è l’abbraccio del tempo (passato).
    ciao
    .marta

  5. adimer passing ha detto:

    Ciao SoG,
    mi piace tutto del tuo lavoro: la poeticità della prosa, la coinvolgente distanza della triste meraviglia. Il mondo che tanto prende e poco comprende. Le foto sfocate della vita; quelle cose che distinguiamo benissimo, ma che non si fanno vedere fino in fondo. Che ci lasciano altro da loro. Lo sbiadire del Duomo schiacciato dalle buone azioni, quelle sbagliate della borsa, dal cemento vittorioso fino in mezzo alla strada, sopra la tua vecchia auto e tra il selciato dei polmoni.
    E così una piazza diventa un cortile.
    Mi affaccio dalla bottega, legato alla macina di sempre e vedo la città sempre più sfocata, come attraverso l’obiettivo della tua macchina fotografica e aspetto il peggio.
    E il peggio verrà, annunciato dalle colonne di rito. Ma le vedo già sfocate…
    Ciao A.S.

  6. luceinombra ha detto:

    Montale… un grande… 🙂

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