L’etica del capitalismo nel mondo di cartone

La Borsa di Milano

The International Consortium of Investigative Journalists, una ong americana, con il supporto di un gruppo di giornali internazionali, ha condotto un’indagine che percorre gli ultimi 30 anni, su 122000 società offshore situate alle isole Vergini, Cayman, Cook, Samoa e Singapore.
I risultati hanno rivelato la realtà di un sistema organizzato per occultare denaro con finalità che vanno dall’elusione all’evasione, al riciclaggio di denaro delle attività criminali. Prestanome, società fittizie, meccanismi studiati per occultare i veri attori, nascondono cifre spaventose. Secondo LeMonde che cita uno studio di James S. Henry, i “ricchi” avrebbero occultato nei paradisi fiscali una cifra che si aggira tra i 21 e i 32 mila miliardi di dollari, una cifra che corrisponde alla somma del PIL di Stati Uniti e Giappone.
Secondo la Banca Mondiale 1250 miliardi di euro sarebbero la somma nascosta dell’attività criminale.

Alcuni nomi sono già pubblicati e il lavoro è solo all’inizio perché ci sono 2 milioni e mezzo di file da decifrare ma il significato di tutto ciò è stato compreso dai vari movimenti di indignados o occupy:
la crisi non la pagano i ricchi ma il restante “99%”.

Secondo me tutto ciò rappresenta l’essenza del capitalismo, la sua vera e profonda etica.
Chi detiene la ricchezza da qualche anno a questa parte rappresenta una classe invisibile e trasversale, di ogni religione quindi di nessuna, di ogni ideologia, di ogni nazione, guidata ossessivamente dall’accumulazione quasi fine a se stessa, che controlla il potere politico, l’informazione e la finanza.

Il presidente francese Hollande, che pure è rimasto coinvolto con alcuni personaggi del suo governo, ha detto:
“Vi dico chi è il mio vero avversario. Non ha un nome, né volto, né partito, non presenterà mai la sua candidatura, non sarà eletto, eppure governa. Questo avversario è il mondo della finanza. Sotto i nostri occhi , in vent’anni, la finanza ha preso il controllo dell’economia, della società e anche delle nostre vite. Ormai è possibile in una frazione di secondo spostare somme vertiginose, minacciare degli Stati”.
(Alcune informazioni e la citazione di Hollande da questo articolo di Repubblica)

Per questo ho una continua sensazione di grande incertezza.

Per questo quando guardo il luogo simbolo della finanza mi si sdoppia la vista.

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4 Responses to L’etica del capitalismo nel mondo di cartone

  1. laulilla ha detto:

    Mi piace questo post per l’efficacia sintetica con la quale riesci a chiarire a tutti le ragioni sia della nostra crisi, sia dello smarrimento individuale di ciascuno di noi. Grazie!

  2. penna bianca ha detto:

    Un post che è una fotografia esatta della realtà.

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