La passione di James Levine

Levine

James Levine è un direttore d’orchestra statunitense. Molto giovane, nel 1973, è diventato direttore del Metropolitan Opera di New York e lo è stato per quasi quarant’anni.
Ha diretto le più importanti orchestre mondiali.
Non ho mai assistito a una sua esibizione dal vivo ma apprezzo il vigore e la capacità di interpretare il ritmo di alcune opere del giovane Verdi che ho in disco.
Dopo un lungo periodo di malattia in questo articolo aveva annunciato il suo ritorno che è finalmente avvenuto qualche pomeriggio fa al Met, ritorno raccontato dal New York Times.

Come era successo con il ritorno di Claudio Abbado anche questo rientro mi ha fatto molto piacere e mi ha dimostrato una volta di più quanto possa valere la passione per la propria professione.
Che in questo caso si chiama musica.

In questo video dirige la “obertura” di Nabucco:

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6 Responses to La passione di James Levine

  1. nutriarch ha detto:

    Per colmare un poco le mie enormi e vergognose lacune mi ascolto i video che pubblichi. Bisognerà pur partire da qualcosa.

    • giuseppeb ha detto:

      Potremmo fare una specie di scambio. Per ogni video di musica tu mi segnali una lettura di architettura magari della prima metà del ‘900.
      Che ne pensi?

      • nutriarch ha detto:

        Penso che oltre ad essere un’ottima idea potrebbe far riprendere una parvenza arch al mio blog. Il problema grosso è la mancanza completa di biblioteche ma potrei organizzarmi.

  2. Giulia ha detto:

    Levine non è sicuramente tra i miei direttori preferiti, ma mi colpiscono sempre la sua passione e il suo entusiasmo; sono contenta del suo ritorno sul podio!

    • giuseppeb ha detto:

      A me Levine sta anche simpatico.
      Ma non ti piace molto per il suo modo di dirigere Wagner?

      • Giulia ha detto:

        In effetti Wagner forse non è il suo forte; ho il DVD di una produzione del Ring al Met che lascia a desiderare, ma la colpa non è della sua direzione, o per lo meno non solo: i cantanti ci mettono molto del loro. Senz’altro è encomiabile la sua riscoperta del giovane Verdi, che dirige con il giusto entusiasmo, come tu sottolinei; ma anche nel repertorio italiano spesso gli preferisco altri direttori. Non saprei spiegare bene la ragione, a volte ho come l’impressione che la tanta passione trabocchi e causi un po’ di disordine, di poca precisione nell’orchestra. Comunque questo è fare le pulci, perché stiamo parlando di un professionista di grande calibro. E anche di grande simpatia, in effetti, di grande carica comunicativa. Per l’appunto, sono contenta del suo ritorno e, indipendentemente da leggere preferenze per uno stile o per l’altro, credo avremmo bisogno di direttori come lui, con lo stesso entusiasmo, lo stesso amore per la musica e la stessa professionalità.

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