Less is more

Dio è nei dettagli.
Gustave Flaubert

Chi si dichiara apertamente contro il formalismo e la speculazione estetica è Ludwig Mies van dar Rohe, erede diretto della scuola prussiana del Neoclassicismo.
La sua idea di spazio architettonico è il risultato di una sintesi tra diverse componenti: la frantumazione dell’involucro murario e la continuità fra ambienti e fra interno ed esterno di matrice wrightiana e filtrata dal Neoplasticismo, la cultura industriale che coglie la possibilità di fornire prodotti dalle elevate prestazioni e l’ordine costruttivo e la chiarezza tipologica della tradizione classica.
Il Classicismo nei progetti di Mies ha un gusto contemporaneo che culmina nella sua dichiarazione di fede architettonica “less is more” pur non conducendolo ad alcun purismo.
Nella pianta della casa in mattoni del 1923, l’ordine degli elementi strutturali rimane rigidamente geometrico, ma il volume architettonico si scompone.
Lo spazio continuo è tagliato da piani verticali che non formano mai figure chiuse, geometricamente statiche, ma creano un’ininterrotta fluenza nella successione degli angoli visuali.
Inconsueti e non certo casuali, i tratti che tendono all’infinito che non sono altro che piani potenzialmente illimitati.

casa in mattoni

Progetto per una casa in mattoni, 1924.

Nel Padiglione della Germania progettato in occasione dell’Esposizione Universale di Barcellona del 1929, lo spazio interno ed esterno di pertinenza della costruzione è individuato dal podio, mentre tutti gli altri elementi (le vetrate, la copertura piana, le vasche d’acqua, le pareti di onice e travertino, il tappeto nero) sono trattati come piani che con la loro qualità materica o trasparenza definiscono gli ambienti senza spezzarne la continuità.
I pilastri a croce rivestiti di acciaio cromato sono indipendenti dallo schema distributivo e con la loro presenza statica fissano un’ordinata sequenza di punti di riferimento. Un ordine spesso paragonato ai colonnati classici.

Padiglione di Barcellona.jpg

Padiglione di Barcellona, 1924.

Quasi contemporaneamente Mies progetta Villa Tugendhat a Brno, in Cecoslovacchia. La casa è disposta su due livelli che seguono la pendenza del terreno. Il livello inferiore è in realtà un unico ambiente tipologicamente confrontabile con il Padiglione di Barcellona, si affaccia sul paesaggio della città tramite una vetrata a bande verticali.
Pochi elementi individuano alcune funzioni: una parete curva in ebano la zona pranzo, una lastra di onice dorato separa lo studio-biblioteca dallo spazio conversazioni, una parete in vetro individua il giardino d’inverno.
Anche qui i pilastri a croce individuano gli snodi del reticolo strutturale, unica partizione geometrica di un vasto spazio liberamente (ma non casualmente) articolato.

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Villa Tugendhat, 1928-30, Brno. Spazio conversazioni con la lastra di onice dorata.

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Villa Tugendhat, 1928-30, Brno. Sala da pranzo con la parete curva in ebano.

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Villa Tugendhat, 1928-30, Brno. Affaccio sulla vetrata.

In questo primo dopoguerra periodo di grande fermento e di ricerca culturale tra avanguardia e tradizione vi sono numerose proposte che cercano di individuare un nuovo rapporto tra arte e società che sia più in sintonia con la natura che non con la tecnica, con l’uomo reale anche quello delle classi più deboli che non con una sua rappresentazione intellettuale.
Nella Germania di Weimar si forma nel 1919 il gruppo detto Novembergruppe che porta avanti istanze collegate a quelle della Bauhaus. Diverse arti sono rappresentate nel Novembergruppe, dalla musica alla scrittura, dalla pittura all’architettura che conta anche l’adesione di Mies van der Rohe.
Tra i musicisti la figura più importante è quella di Alban Berg che condivide lo spirito di ricerca culturale del Novembergruppe. Compone in questo periodo, nel 1925, il Concerto da Camera per pianoforte e violino con 13 strumenti a fiato che dedica al musicista Arnold Schönberg.

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2 Responses to Less is more

  1. Maurizio Vagnozzi ha detto:

    Questi tuoi salti nell’archittetura sono spettacolari: grazie fer fami conoscere cose bellissime ….

    • giuseppeb ha detto:

      Caro Maurizio ti ringrazio molto e ringrazio a mia volta l’amica autrice del blog Arch’ivio con cui ci siamo divertiti a scrivere questi articoli a 4 mani su architettura e musica. Anche io ho potuto conoscere cose molto interessanti.
      A presto
      Giuseppe

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