Primitivi o inetti?

Son chì, son là che cunti nient
e che ghe vègna on accident
ai cervellon, ai lazzaron del parlament.
Son chì che gh’hoo duu oeugg de matt
e son finii a ciappà i ratt
me borlen giò anca i ball e i sentiment.

Mi voraria savè quèll’òstia,
quel gran figlio di una bèstia
che on bèll dì m’ha saraa sù l’Alfa Romeo.
Sarò anche il figlio di on terron
ma rièssi nò a vèss on coion
e intant me brusa el bus del cuu… e marameo.
(alcuni versi da Mond lader di Roberto Vecchioni)

Mi basta ricordare il roboante programma delle TRE I, impresa-inglese-informatica, di questa destra maldestra, o la velenosa campagna contro i fannulloni del pubblico impiego arrogantemente portata aventi dal mancato premio nobel Brunetta, per commentare la notizia che all’Asl di Caserta sono stati pagati ai medici di famiglia circa 6000 pazienti che per varie ragioni non dovevano assistere, per un danno calcolato dalla guardia di finanza di 1.500.000 euro (la notizia su Repubblica e sul Corriere).
***
A meno che in certi uffici pubblici “grigi impiegati” non compilino polverosi registri con pennino e inchiostro, visiera e relativi manicotti alla camicia per non sporcarsi, la risoluzione di questi problemi sarebbe questione di niente se affidata ad un ragazzino sui 15 anni che magari ti fa anche un app con cui ti compare in tempo reale ciò che non va.
In casi come questo basterebbe incrociare le informazioni degli archivi di quegli uffici che erogano servizi e prestazioni con l’anagrafe dei relativi comuni utilizzando un semplice programma informatico per avere automaticamente tutto ciò che serve per evitare sprechi e truffe.
E questo genere di situazione è molto diffusa nel Paese, basta leggere la cronaca.
Questa incredibile inefficienza è anche il risultato dell’inettitudine di una classe di dirigenti, pubblica ma anche privata, ormai da troppi anni selezionata per appartenenza più che per competenza.
Non ce la possiamo cavare.
***
C’è un interessante libro di Nunzia Penelope, Ricchi e poveri, che ben racconta le dinamiche della distribuzione della ricchezza.
In Italia il 10% della popolazione possiede il 50% della ricchezza, il restante 90% si divide l’altro 50%.
Penso che a livello mondiale sia in atto una imponente lotta di classe da parte della ricchezza che si rifà sempre più sui paesi del sud o diversamente marginali, sulle persone “diverse”, su quelle più indifese.
Il fallimento di questo nostro Paese è aggravato dal fallimento della politica della destra che è un fallimento soprattutto culturale.
Cos’è rimasto alla fine delle “tre i”?
L’impresa è fallita, l’informatica complica invece che semplificare, l’inglese è prerogativa di pochi.
E nell’imitazione becera di alcune posizione della destra sta anche il fallimento della sinistra.
Oltre il danno anche la beffa!

***
Per me tra primitivismo e inettitudine prevale la seconda.
Sempre che non ci sia dolo.
La canzone di Vecchioni descrive piuttosto bene il mio stato d’animo.
Ahimè!

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2 Responses to Primitivi o inetti?

  1. adimer passing ha detto:

    Carissimo,
    Vorrei commentare. Ma quante cose bisognerebbe dire. Bisognerebbe scrivere un trattato. E forse comincerebbe così: un marasma si aggira per l’Europa. E purtroppo in questa €uropa, la sinistra ha tante anime, alcune candide, altre… non so.
    Ciao SoG.
    Noi intanto maciniamo.
    A.

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