Frank Zappa

Frank Zappa Vent’anni addietro ci lasciava Frank Zappa.
Frank era personaggio eccentrico e musicista eccezionale dotato di una creatività inesauribile. Non è possibile definire il suo stile perché il suo stile attraversa molti generi musicali dal rock alla musica contemporanea.

Dal sito ondarock.it ripropongo questo estratto (qui l’articolo completo):
Un genio iconoclasta, una mente libera, indipendente e acuta che sputa fiamme e vetriolo contro l’AmeriKa, non solo quella di Nixon e della guerra in Vietnam, ma anche quella dell’ipocrisia sessuofoba, del falso moralismo, del dio-denaro.
Nemico acerrimo dell’uso di droghe d’ogni tipo e delle condizioni standard delle sue chitarre elettriche, che faceva modificare maniacalmente, tiranno despota all’interno delle sue band, ma persona gentilissima e generosa nella vita reale.
Un musicista che ha saputo distillare con singolare intelligenza e inconfondibile personalità un sincretismo musicale ineguagliato e forse ineguagliabile. Come diceva Carmelo Bene, musica de-genere, ossia non etichettabile, incapsulata in un genere. Rock’n’roll, blues, musica classica contemporanea, jazz, doo-woop, vaudeville, musique concrête, Zappa-alchimista distilla in bizzarri alambicchi tutto quanto lo ha preceduto e quanto gli sta intorno a formare, appunto, quello stile inconfondibile, zappiano.

Per quelli della mia generazione rimane memorabile il concerto tenuto il 7 luglio 1982 al parco Redecesio alla periferia di Milano.
Caos assoluto, cariche della polizia, e l’assalto di fameliche zanzare a spettatori e musicisti.
Frank Zappa nel disco The Man From Utopia pubblicato pochi mesi dopo ha richiamato l’esperienza del concerto comparendo nella copertina con la chitarra in una mano e nell’altra una paletta per allontanare i molesti insetti.
The Man From Utopia

In questo periodo di mio interesse per le avanguardie e la musica contemporanea propongo due brani.
Il primo è il brano di musica contamporanea Questi cazzi di piccione dal disco The Yellow Shark, titolo che richiama la sua origine italiana:

Il secondo me lo ha suggerito Alessandra che al concerto dell’82 era presente ed è un’apparizione televisiva di un giovanissimo e irriconoscibile Frank che sperimenta suonando biciclette avvicinandosi alle invenzioni di John Cage.

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5 Responses to Frank Zappa

  1. Maurizio Vagnozzi ha detto:

    un mito nella musica e in molto altro: ne ho scritto qualcosa qui https://vitavissuta.wordpress.com/2012/04/04/i-topi-caldi-di-zurich/

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