L’utopia di mister B.

L'Utopia di B1

Purtroppo con il passare del tempo alcuni episodi perdono nella mia memoria la loro nitidezza. Lo dico perché ho comprato il libro Patria di Enrico Deaglio che passa in rassegna gli anni dal 1978 al 2010 attraverso gli avvenimenti più o meno importanti di ogni anno, e che mi si è casualmente aperto su un episodio che avevo proprio accantonato.

Siamo nell’estate del 1986 e su Canale 5 viene trasmessa un’intervista:

Intervistatrice: “Lei è un grande studioso di classici”
Il cavaliere: “Ma no, non dica così”
Intervistatrice: “Si, invece, non faccia il modesto. Lei, dottore, ha appena pubblicato un’edizione pregiata dell’Utopia di Tommaso Moro, con una bellissima prefazione e una perfetta traduzione dal latino…”
Il cavaliere: “Be’, in effetti il latino non lo conosciamo tutti, bisogna tradurlo…”
Luigi Firpo, 71 anni, studioso della storia rinascimentale, monumento di erudizione, cattedra di Storia delle dottrine politiche all’Università di Torino, è in vacanza e sta facendo zapping. Quando l’intervistatrice legge alcune righe della prefazione di Berlusconi, l’anziano professore la riconosce immediatamente come sua, appena data alle stampe per l’editore Guida di Napoli.
Riesce ad avere una copia edita dalla Silvio Berlusconi Communication e osserva che Berlusconi ha copiato interi brani della prefazione e della traduzione in latino. Scrive a Berlusconi intimandogli di ritirare tutte le copie. Berlusconi telefona scusandosi e accusando una segretaria disattenta.
Il vecchio professore minaccia di portarlo in tribunale. Berlusconi cerca di blandirlo, gli telefona un giorno si e uno no, per sei mesi, raccontandogli barzellette. Lo invita a Canale 5 per parlare del papa. Berlusconi è dietro le quinte con una busta di denaro “per il suo disturbo e per l’onore che ci fa”, che il professore sdegnosamente rifiuta. Berlusconi continua: per Natale gli regala una valigetta 24ore in pelle di coccodrillo con le cifre LF in oro, un enorme mazzo di orchidee e un biglietto: “Per carità non mi rovini”.

L'Utopia di B2
Firpo manda tutto indietro con un biglietto: “Preferisco la mia vecchia borsa sdrucita.”
(Le parti in corsivo sono tratte dal libro a pag. 222; le immagini sono tratte dal web)

***

Ho fatto qualche ricerca e ho trovato un’articolo di Marco Travaglio su Repubblica del 23 marzo 2006 che spiega ancora meglio come sono andate le cose.
Qui si può leggere l’articolo.

Che altro c’è da dire. In questo episodio si può riconoscere almeno una parte della filosofia che ispira questo individuo che ci ha governato per gran parte degli ultimi 20 anni.
E che l’abbaglio che ha colpito gran parte del popolo italiano ha invece origine circa 30 anni fa, quando cioè attraverso le sue televisioni ha intorpidito e ottenebrato i sensi e la ragione di troppe persone.

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4 Responses to L’utopia di mister B.

  1. adimer passing ha detto:

    Caro SoG, quando il Milan vince è merito suo, quando perde è colpa di Allegri, di Galliani o di quell’altro che “si è dimesso adesso” e, naturalmente, dei comunisti..
    Mi piacerebbe sapere quanta gente è stata presa in forza nel Milan per sport… Te la butto lì.
    Inoltre questo fa sempre la faccia che ride, ma mentre era presidente del consiglio dava i famosi “avvisi ai naviganti”…
    e io mi ricordo.
    Ciao caro SoG.
    A presto.
    L’agnostico calcistico A.

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/10/24/milan-ex-poliziotto-condannato-per-violenze-al-g8-e-nuovo-tutor-di-balotelli/755171/

    • giuseppeb ha detto:

      Caro Allan recentemente il nuovo presidente orientale dell’Inter ha detto che Berlusconi voleva comprare l’Inter e non il Milan.
      Secondo me uno così non è tifoso che di se stesso.
      Io seguivo un po’ il Milan ma da quando è arrivato quel mondo già spropositato è proprio impazzito. E così ho smesso di seguire il completamente il calcio.
      Poi in generale se le cose vanno bene il merito è suo, se invece vanno male la colpa è sempre degli altri, e il tutto viene fatto a “sua insaputa”, ecc.
      L’ormai agnostico calcistico SoG!

  2. laulilla ha detto:

    Neanch’io ricordavo l’episodio, che ora , grazie al tuo post, mi è tornato alla memoria. Lo squallore dell’innominabile è senza fine, ma lo squallore di chi ha continuato a votarlo è davvero peggio! La colpa è delle sue TV solo in parte, secondo me, però. Il fatto è che l’uomo somiglia come una goccia d’acqua a troppi italiani, individualisti che cercano esclusivamente il proprio tornaconto e che delegano volentieri responsabilità e impegni a uomini della provvidenza, che ammirano i furbi che non pagano le tasse e anche quelli che millantano conoscenza e cultura, come quest’episodio mostra benissimo. In assenza di conoscenza, poi, piacciono molto le … conoscenze, specie se altolocate.

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