La struttura polivalente del Klavierstück XI di Karlheinz Stockhausen

Spartito del klavierstück XI

Spartito del klavierstück XI

La lezione di John Cage sull’aleatorietà e imprevedibilità nella musica, che agli esordi suscitava ilarità e sconcerto e spesso sdegno tra ascoltatori e critici, esercita una notevole influenza su molti compositori del tempo costringendoli a più di una riflessione.
Quando il ciclone Cage arriva nel vecchio continente alcuni compositori europei accolgono il concetto di alea ma lo inseriscono nella tradizione plurisecolare che privilegiava la costruzione razionalmente determinata di un brano musicale.
Non si accetta cioè pienamente il concetto di musica come esperimento totalmente imprevedibile, e si fa fare solamente un piccolo passo indietro al controllo esercitato sulla forma musicale dal compositore. Il compositore rinuncia a determinare ogni minimo particolare della composizione, lasciando all’interprete un certo campo di libere scelte, naturalmente previste dal compositore.
I due esempi più noti di questa tendenza furono La terza sonata per pianoforte di Pierre Boulez e il Klavierstück XI, di cui qui si parla, di Karlheinz Stockhausen, entrambi eseguiti nel 1957.
Il Klavierstück XI (Pezzo per pianoforte XI) di Stockhausen è un insieme di 19 frammenti isolati su una specie di spartito molto grande, è necessaria un’intelaiatura apposita per tenerlo aperto sul leggio del pianoforte, e al termine di ogni pezzo sono indicate le istruzioni su andamento, dinamiche e modi d’attacco con cui va suonato il frammento successivo, quale che sia.
L’aleatorietà consiste nel fatto che l’esecutore non deve pianificare in anticipo il suo percorso, ma suonare di volta in volta quel frammento su cui gli cade casualmente l’occhio; e anche se non tutti i frammenti sono stati ancora eseguiti, il Klavierstück ha comunque termine quando uno di essi sta per essere suonato per la terza volta. L’autore da l’indicazione di suonare questa composizione per due volte durante lo stesso concerto a distanza di tempo, di modo che il pubblico possa rendersi conto della differenza tra le esecuzioni.
Una composizione che può quindi avere innumerevoli versioni.

Ho già avuto occasione di esprimere l’interesse per i protagonisti della cultura di questi anni e il piacere che provo nell’approfondire le opere di questi artisti che mi piace definire come dei magnifici visionari.

Annunci

One Response to La struttura polivalente del Klavierstück XI di Karlheinz Stockhausen

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: