Lasciami a stare

Allan del blog Adimer passing mi ha raccontato che un suo amico quando veniva importunato era solito dire “lasciami a stare” che è una traduzione alla lettera del modo di dire milanese “lasum a sta”.
Questa storiella mi ha divertito molto e se ci penso mi diverte ancora.
Mi diverto un po’ meno quando invece a me non mi “lasciano a stare”.

***

Sono tornato a casa con l’intenzione di scrivere un commento a una trasmissione vista sull’ottimo canale Rai Storia sul fenomeno storico del Brigantaggio.
Forse mi sarebbero bastate due ore per documentarmi e riflettere su cosa scrivere, ma una serie di inopportune circostanze mi ha impedito di potermi dedicare al compito.
E siccome chillo ‘o sape, come diceva il grande Troisi, che non amo stare al telefono per più di 30 secondi, ho ricevuto anche una chiamata che mi ha inchiodato per circa mezz’ora al telefono e in cui al massimo ho pronunciato cinque parole.

***

La concentrazione è svanita e l’umore si è progressivamente deteriorato.
Urgeva un antidoto.
La musica come quasi sempre mi è venuta in soccorso.
Il rimedio l’ho naturalmente trovato nelle Variazioni Goldberg (BMW 988) di Johann Sebastian Bach di cui ho un’edizione interpretata nel 1981 da Glenn Gould.
Propongo un breve video di Gould mi pare del 1955.

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16 Responses to Lasciami a stare

  1. rossellacantisani ha detto:

    …e scriverai dei briganti, ora che ti ‘lasciano a stare’? belle le ‘Variazioni’, una vera ‘ossessione per Glenn Gould.
    buona giornata, ti auguro

  2. adimer passing ha detto:

    Pensavo che Bach avesse un Maggiolino….

    Grazie per la citazione!
    Dovremmo tutti essere un po’ di più lasciati a stare…
    Ma non ci è concesso.
    Per quanto riguarda l’unità d’Italia dobbiamo scrivere qualcosa.
    So che sono io quello pigro. Ma prima o poi speriamo di farcela.
    A presto, caro SoG.
    Il vecchio A.S.

  3. roceresale ha detto:

    Lasum a sta/chillo ‘o ssape… In due formule, tutto.

  4. Maurizio Vagnozzi ha detto:

    Appena ci si vede ti regalo un AK47, bastano un paio di raffiche in aria (ben udibili anche al telefono, credimi, esperienza diretta con il mio capo che mi chiedeva cosa fossero i mortaretti che udiva in sottofondo), e riesci a pacificare l’ambiente e a scrivere il tuo post ….

    🙂

  5. nutriarch ha detto:

    Chi era al telefono?! Una donna di sicuro

  6. deborahdonato ha detto:

    stavo già cliccando “mi piace” , a presindere (giusto per rimanere in citazioni napoletane, ma Gould è stato un tiro basso…..meraviglioso

  7. laulilla ha detto:

    C’è un premio per te sul mio blog. Ciao!

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