Girando per Milano (el prestin di scans)

Nella strada chiamata la Corsia de’ Servi, c’era, e c’è tuttavia un forno, che conserva lo stesso nome; nome che in toscano viene a dire il forno delle grucce, e in milanese è composto di parole così eteroclite, così bisbetiche, così salvatiche, che l’alfabeto della lingua non ha i segni per indicarne il suono (El prestin di scans).
I Promessi Sposi
– Alessandro Manzoni – cap. XII
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Talvolta se ho bisogno di dedicarmi del tempo prendo un giorno di ferie senza dire nulla. La mattina di quel giorno mi alzo come per andare in ufficio e mi reco dove mi portano i pensieri.
Quando prendo più giorni, come è accaduto in questa settimana che va a finire, è più complicato appropriarmi di tutto il tempo a disposizione.
In questo caso si condividono le attività, e siccome sono in una famiglia a maggioranza femminile, le attività che si condividono spesso non soddisfano pienamente i miei gusti e i miei interessi.
Entrare in alcuni negozi per rimanerci più del dovuto (che per me è: entro, prendo, pago, esco!) mi blocca la mente e mi trasformo persino nell’espressione.
Se poi devo anche provare vestiti la situazione diventa drammatica dopo pochi minuti.

***
Ma confesso che questi giorni passati con Francesca e soprattutto con Alessandra a girare Milano sono stati piacevoli nella maggior parte.
La città offre molte attrattive davvero interessanti e il tempo, quello meteorologico, ci ha decisamente favorito.

Ho anche avuto modo di visitare con calma qualche libreria, le librerie sono i miei luoghi preferiti, la mostra di Piero Manzoni, qualche piacevole locale dove consumare street food e di apprezzare alcuni luoghi ed edifici di Milano.
Da qualche tempo ho allenato lo sguardo a cercare meglio nella città qualcosa che mi possa colpire.
Ho iniziato ad alzare lo sguardo da terra.

All’inizio di Corso Vittorio Emanuele ho scovato la targa della fotografia che ricorda l’assalto ai forni di cui parla Manzoni ne I Promessi Sposi.
I Promessi Sposi li ho ripresi dopo anni e mi hanno ri-catturato.
Mi ha dato veramente molto piacere rileggerli e ora che sono quasi alla fine li leggo più lentamente perché non vorrei terminassero.

***
Ormai è difficile sentir pronunciare da qualcuno la parola prestiné, perché il dialetto a Milano si va perdendo.
Ma qui, a Milano e forse in Lombardia, si è come tradotta la parola e normalmente diciamo prestinaio, che ora sappiamo avere origine latina, per indicare il negoziante che vende il pane.

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One Response to Girando per Milano (el prestin di scans)

  1. ombradiunsorriso ha detto:

    ci sono varie targhe per gli itinerari manzoniani, ed ogni volta mi piace rileggerle 🙂

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