Borges, Montale e la scopa

Io voglio entrare nell’Olimpo dei poeti e lo chiedo a due poeti che sono tra i miei preferiti uno è un poeta argentino che si chiama Borges che è andato lì vicino a prendere il Nobel e lo hanno cacciato perché ha perso a scopa con Montale…. […]
Io chiedo a loro di farmi entrare ma c’è un casino così di poeti adesso, “basta aspetta”, e mi accontento di lucidare gli specchi di Borges, lui usa molto la parola “specchio”, e le quartine di Kayyam e sto li fuori ad aspettare che mi prendano.

Guccini racconta il brano Via Paolo Fabbri 43 in un concerto di qualche anno fa.
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Annachiara è il mio “suggeritore” letterario.
Sa cogliere il senso di un brano, con osservazioni originali, anche a una prima lettura.

E poi mi passa ciò che scopre.
Tesori che con la mia lettura spesso distratta a volte mi sfuggono.
Qualche giorno fa mi ha indicato una poesia di Jorge Luis Borges tratta dalla raccolta La moneta di ferro:

Per una versione dell’I Ching

Non meno irrevocabile è il domani
del rigido passato. Ogni cosa
non è che una parola silenziosa
dell’eterna scrittura indecifrabile
il cui libro è il tempo. Chi s’allontana
è già tornato a casa. Questa vita
è il sentiero futuro e già percorso.
Niente ci dice addio. Niente ci lascia.
Non devi arrenderti. Il carcere è oscuro,
La salda trama è di incessante freddo,
Ma in qualche angolo della tua cella
può esserci una svista, una fessura.
Il cammino è fatale come il dardo,
ma nelle crepe ci sorveglia Dio.

Sempre lei con la sua naturale capacità di tessere relazioni tra lettere mi ha poi invitato a leggere la poesia In Limine di Eugenio Montale tratta dalla raccolta Ossi di Seppia:

In Limine

Godi se il vento ch’entra nel pomario
vi rimena l’ondata della vita:
qui dove affonda un morto
viluppo di memorie,
orto non era, ma reliquiario.

Il frullo che tu senti non è un volo,
ma il commuoversi dell’eterno grembo;
vedi che si trasforma questo lembo
di terra solitario in un crogiuolo.

Un rovello è di qua dall’erto muro.
Se procedi t’imbatti
tu forse nel fantasma che ti salva:
si compongono qui le storie, gli atti
scancellati pel giuoco del futuro.

Cerca una maglia rotta nella rete
che ci stringe, tu balza fuori, fuggi!
Va, per te l’ho pregato, – ora la sete
mi sarà lieve, meno acre la ruggine…

Bellissime poesie. Intense riflessioni sulla vita, vista attraverso alcuni duri aspetti dell’esistere.
Ma in fondo i due poeti indicano la luce di una speranza.

***

Vorrei dedicare questo post ad Annachiara con le certezza che presto saprà declinare in poesia anche numeri e formule.

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6 Responses to Borges, Montale e la scopa

  1. vagoneidiota ha detto:

    Bellissime.
    Equilibre – hocus pocus feat. Oxmo puccino

  2. tramedipensieri ha detto:

    Belle entrambe!
    Buon cammino ad Annachiara

    Ciao
    .marta

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