“L’umorismo è il profumo della civiltà”

Son forse un poeta?
No, certo.
Non scrive che una parola, ben strana,
la penna dell’anima mia:
« follìa ».
Son dunque un pittore?
Neanche.
Non ha che un colore
la tavolozza dell’anima mia:
« malinconìa ».
Un musico, allora?
Nemmeno.
Non c’è che una nota
nella tastiera dell’anima mia:
« nostalgìa ».
Son dunque… che cosa?
Io metto una lente
davanti al mio cuore
per farlo vedere alla gente.
Chi sono?
Il saltimbanco dell’anima mia.

Poesia Chi sono? di Aldo Palazzeschi (1885-1974)
Aldo Palazzeschi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il 17 agosto del 1974 moriva Aldo Palazzeschi.
Palazzeschi è stato un protagonista della vita culturale di questo strano paese per gran parte del ‘900.
Inizia poeta crepuscolare, passa per il futurismo, collabora con giornali e riviste.
Alla poesia degli inizi si sovrappone specie dagli anni trenta una narrativa in cui il suo umorismo si vena di malinconia e di attenzione per le spicciole vicende umane. Nel 1932 scrive la sua opera più conosciuta, le Sorelle Materassi, che gli daranno grande fama nel 1972 allorché la RAI realizza uno sceneggiato di grande successo.

In alcuni romanzi degli ultimi anni, Il Doge e Stefanino, pratica un certo sperimentalismo che poteva sembrare richiamare la precedente esperienza nell’avanguardia storica del futurismo.
Questo aveva attirato l’attenzione di alcuni esponenti della neoavanguardia italiana degli anni ’50 e ’60 come Arbasino e Sanguineti, ma Palazzeschi si smarca con un articolo sulle colonne del Corriere della Sera in cui scrive: «coloro che furono avanguardisti cinquant’anni fa, saranno i più acerrimi nemici degli avanguardisti d’oggi, giacché la loro avanguardia è passata alla storia senza che se ne siano accorti, e a quella come ostriche sono rimasti attaccati. E dunque, caro Sanguineti, che cos’è mai questa avanguardia?».

***

Nelle sue poesie mi piace quell’umorismo che non è mai fine a se stesso, e che rimanda a qualche riflessione.
Non so quanto la scuola riesca a far conoscere agli studenti del pensiero letterario e filosofico dal secondo dopoguerra fino a questi primi anni del nuovo secolo, ma credo sarebbe importante riservare qualche lezione alle varie forme artistiche contemporanee così da legare ciò che si studia a quello che accade.
Ma questo è argomento difficile e complicato per essere trattato in questa sede.

Segnalo che alcuni canali RAI, Rai Storia per la televisione e Radiotre per la radio, offrono trasmissioni molto interessanti.
Radiotre in occasione dei quarant’anni della morte di Palazzeschi ha dedicato una bella trasmissione nel programma La Grande Radio in cui grazie agli archivi Rai si possono ascoltare la voce di Palazzeschi e le testimonianze di importanti personaggi della cultura.
Da ascoltare!

***

Diceva Palazzeschi:
“Sono un uomo di fantasia!”

“L’umorismo è una necessità della civiltà…”

E io concordo!

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2 Responses to “L’umorismo è il profumo della civiltà”

  1. adimer passing ha detto:

    Anche io concordo.
    Ciao SoG.
    A

  2. tramedipensieri ha detto:

    L’ho scoperto con il tempo l’umorismo….e concordo 🙂

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