Reale o d’artista?

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Dopo il periodo dell’influenza e dell’inverno più grigio e freddo, parlo per me che sono freddoloso, con l’esordio di marzo sono ricominciate le uscite domenicali.
Con Alessandra abbiamo fatto un giro nella zona di porta Nuova verso corso Garibaldi per finire vicino a Brera in una galleria di via Pontaccio dove esponevano giovani artisti.

Non poteva mancare il passaggio da Eataly, rassegna di raffinati prodotti alimentari italiani.
Tra i raffinati prodotti esposti ho trovato i prodotti della fotografia, cioè scatolette di Real Shit così descritti sul sito del produttore:

Questa non è la solita merda. Avrai tra le mani 500g di letame organico di prima qualità, raccolto da me qui in fattoria e fatto maturare per sei mesi neanche fosse un whisky invecchiato. Questa roba contiene abbastanza azoto, fosforo e potassio per dare una botta di vita alle tue povere piante di città. Provalo e mi ringrazierai – o meglio ringrazierai i cavalli e le galline, perché sono loro che fanno tutto il lavoro.

***

Che dire?
Non posso descrivere i molti pensieri e rimandi che si sono scatenati nella mia mente.

Voglio solo ricordare Piero Manzoni, artista geniale che apprezzo molto, che nel 1961 confezionò per una mostra 90 scatolette di “merda d’artista” da vendersi letteralmente a peso d’oro; acuto e ironico sguardo sul mondo dell’arte e del commercio che lo regola.

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6 Responses to Reale o d’artista?

  1. tramedipensieri ha detto:

    😊 quando la “scoprii” navigando su google…rimasi di stucco…eppure…
    Mi pare che in detta “sostanza” non vi sia molta differenza tra un artista o meno….

    Buon inizio settimana
    .marta

    • giuseppeb ha detto:

      Ciao Marta,
      è singolare come ricorra spesso quella “sostanza” intorno a noi.
      E anche il diffuso utilizzo nel linguaggio più comune.
      Trovo geniale l’idea di Manzoni!
      Buon sabato e scusa, scusate, il ritardo delle risposte…
      Giuseppe

  2. ombradiunsorriso ha detto:

    Ah, Eataly… ed io che osservo con nostalgia la storica insegna dello “Smeraldo” rimasta sul tetto.

  3. laulilla ha detto:

    Certo un fertilizzante così confezionato e inscatolato ha tutte le caratteristiche per essere poco utilizzabile, per i suoi costi. Peccato, perché è un concime formidabile che ormai nessuno trova più, né usa più: fino a qualche anno fa il letame si trovava essiccato e a poco prezzo presso qualsiasi vivaio; ora vedo che il giovanotto che si occupa delle piante sul mio terrazzo cittadino utilizza un fertilizzante chimico a palline colorate, che costa meno e dà ottimi risultati. Però le mie piante non sono destinate all’alimentazione!
    Ci rimarranno solo le scatolette di Piero Manzoni?

    • giuseppeb ha detto:

      Le scatolette di Manzoni sono un formidabile sguardo critico sul mondo dell’arte.
      Per il resto il sistema economico è capace di stravolgere ogni cosa e ogni usanza.
      Purtroppo.

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