Vedevo soldati al confine

Apprezzo sempre molto le composizioni di Allan.
Anche questa che parla del “muro”, ma penso anche di tutti i “muri”, materiali o meno, che implacabilmente invadono le nostre esistenze.
Perché anche a me pare di non sentire il profumo dei tigli.

adimer passing

Dalla finestra vedevo ben oltre il muro.
Vedevo i soldati bere bevande fumanti.
Il cielo non si fermava da questa parte
e le idee non conoscono confini.
Ricordo ragazze e i loro sogni
ma il cuore era colmo
di nuvole cupe.
Rosso su grigio.

Allora Konrad era già fuggito.
Nel nostro condominio
parlavamo poco.
Il lattaio ci guardava in obliquo.
Le parole erano misurate
anche con gli amici.
Lo sgomento era cielo aperto
o segreta tappezzeria.

Sentivo le guardie urlare ai civili.
Vedevo passare funzionari
con borse di pelle sotto il braccio.
Recavano disposizioni e circolari.
Niente che potesse fermare i pensieri.

Alla lunga, il grande lavoro
sgretola l’innaturale.

Così oggi
quello strazio è finito.
Solo ricordi
di polvere e fumo,
di lacrime e buio.
Ora tutto è diverso.
Liberi volano i sogni.
E l’anima sospira.

Eppure in questa gioia
l’aria mi sembra strana:
non riesco a sentire
il profumo…

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4 Responses to Vedevo soldati al confine

  1. laulilla ha detto:

    E’ vero, Giuseppe, purtroppo prima ancora di essere visibili fisicamente, i muri sono nella testa di molti uomini e avvelenano, ogni giorno di più la nostra vita con i loro miasmi.

    • giuseppeb ha detto:

      Cara Lilli sarà che sto passando un periodo di grande sfiducia e mi pare tutto faticoso oltre misura.
      Bisogna però reagire e come sempre Resistere!
      A presto
      Giuseppe

  2. Letizia Cortini ha detto:

    Bella bella… ma il profumo dei tigli arriva nonostante tutto.
    Forse con l’età è più difficile. Però il coraggio lo si prova e lo si dimostra con e nell’età del disincanto, prima è spesso inconsapevolezza, quando non incoscienza (meravigliosa incoscienza :).

    • giuseppeb ha detto:

      Hai ragione Letizia,
      sono sicuro che c’è più profumo di tigli, più “umanesimo”, che per me conta tantissimo, di quanto non ne percepisca in questo periodo.
      Se la mia ragione fatica mi aiuterò con l’ottimismo della volontà di “gramsciana” memoria.
      Buona serata
      Giuseppe

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