Apnea

6 luglio 2015

Giorni a contare
quando sarà finita,
apnea cupa del cuore
e della mente,
poi lenta risalita
a respirar infine
quel limpido che
tanto si é sperato:
ma in bocca resta
l’amaro del tempo
perduto.

Alda Merini

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Sono rimasto in apnea dal 17 giugno, giorno di inizio delle prove scritte della maturità, fino a oggi, 6 luglio, giorno dell’orale di Francesca.

Una ventina di giorni con la testa come dentro a un acquario, con la sensazione che ogni mio atto vitale fosse deformato da qualcosa di esterno e incontrollabile, come se la mia vita non fosse vissuta “in diretta”.
Nemmeno quando ho sostenuto i miei esami ho provato qualcosa di simile.

Pare sia andata, il voto non conta poi molto.
Ora si può aspettare i risultati con più tranquillità.

E da queste parti c’è anche un caldo troppo umido….

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Di preoccupazioni e delusioni

16 dicembre 2013
Fotografia Corriere della Sera

Fotografia Corriere della Sera

Io e il mio amico Allan Slowal condividiamo molti pensieri.
Parliamo spesso di aspetti della vita individuale e sociale che non ci convincono, ci preoccupano e spesso ci fanno concludere che il nostro paese non se la può cavare.
Ultimamente Allan mi ha parlato più volte di un programma televisivo a premi trasmesso sul primo canale RAI in cui uno dei giochi è collocare nell’anno giusto, su quattro date indicate, un determinato fatto storico. Mi ha riferito episodi ai quali faticavo a credere.

Io non pratico quel programma e in generale i programmi che mi possono interessare li guardo quando ho tempo preferibilmente dal computer; ma qualche giorno fa di quel programma ne hanno parlato i giornali a proposito di una domanda su Hitler e delle relative risposte come si può vedere nel video qui di seguito:

Noi siamo figli della nostra storia, e se non conosciamo la nostra storia non possiamo sapere chi siamo e dove andiamo.
Diventiamo pedine facilmente manovrabili. Anche da qualsiasi Forcone.
Non è il questo il luogo dove fare in poche righe discorsi per cercare di capire a chi giovi l’ignoranza generale; ma io rimango esterrefatto se penso che quei ragazzi giovani, ma non giovanissimi, possano aver completato il ciclo di studi delle scuole superiori.
Con quali esiti e per diventare cosa, mi domando?
Se va bene, se trovano lavoro, diventano degli inconsapevoli tecnocrati, semplici esecutori.
Secondo il mio parere questa è un’altra e diversa forma di impoverimento.
Ciò che conta, dalla ricchezza materiale a quella spirituale, è saldamente nelle mani di una ristretta classe.

***

Oggi ho vissuto anche una cocente delusione.
Dalle ore 9 di questa mattina si potevano prenotare online i posti per il Trovatore di Giuseppe Verdi in scena al Teatro alla Scala da metà febbraio.
Pur avendo fatto tutto quanto necessario per aggiudicarmi due posti accessibili alle mie possibilità si sono verificati strani errori di procedure che imponevano di ricominciare la procedura e in men che non si dica sono svaniti subito, quasi magicamente, senza possibilità per me di prenotare i due posti anelati, che sono anche quelli molto in alto e molto scomodi.
Qualcosa non mi convince. Un fallimento che “tutte le fibre m’arse avvampò”, e che ho dovuto sedare con l’ascolto ripetuto della famosa di quella pira cantata dal grande Luciano.

Di quella pira l’orrendo foco
tutte le fibre m’arse, avvampò!
Empi, spegnetela, o ch’io fra poco
col sangue vostro la spegnerò!

Era già figlio prima d’amarti,
non può frenarmi il tuo martir…
Madre infelice, corro a salvarti,
o teco almen corro a morir!
o teco almen corro a morir!
o teco almen corro a morir!


41/60

3 luglio 2013
Liceo Scientifico Leonardo Da Vinci - Milano

Liceo Scientifico Leonardo Da Vinci – Milano

Al tempo delle scuole superiori ho frequentato il liceo scientifico.

Quando ho fatto la maturità il programma d’esame prevedeva due prove scritte, italiano e matematica, e due materie orali da scegliere tra quattro insegnamenti. Le materie orali erano italiano e lingua straniera cui si aggiungevano ad anni alterni filosofia/fisica o storia/scienze.

Un impegno decisamente limitato rispetto a come è organizzato l’esame di maturità dopo la riforma Gelmini che prevede tre prove scritte e l’interrogazione orale su tutte le materie.
(Accostare istruzione/Gelmini per me rimane un ossimoro)

A me dopo il tema e il compito di matematica sono capitate filosofia e tedesco. Diciamo che per ragioni varie ero preparato sulla metà delle materie. Per tedesco avevamo in programma anche Das Ideal und das Leben manifesto filosofico di Friedrich Schiller che la nostra insegnante ci aveva suggerito di non preparare perché molto difficile e non l’avrebbero sicuramente richiesta.
E invece me l’hanno chiesta.
Me la sono cavata con le figure femminili in Kafka.

Considerando tutto ero fiero del mio quarantun/sessantesimi.

***

Oggi siccome l’esame di maturità è decisamente più complicato e impegnativo con viva e vibrante soddisfazione mi congratulo con A. per il suo meritatissimo risultato.


Un granello di sabbia nell’ingranaggio

26 giugno 2012

Don Lorenzo Milani

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Perché il sogno dell’eguaglianza non resti un sogno vi proponiamo tre riforme:
I – Non bocciare.
II – A quelli che sembrano cretini dargli la scuola a tempo pieno.
III – Agli svogliati basta dargli uno scopo.

***

Che sia l’età o la classe sociale il fatto è che a seconda media la professoressa comincia a respirare. Le è più facile finire il programma. Non vede l’ora di arrivare a giugno. Si libererà di altri 4 lavativi e avrà finalmente una classe degna di lei.
“Quando li presi in prima erano dei veri analfabeti. Ora invece fanno dei compiti tutti corretti”.
Di chi parla? Dove sono i ragazzi che prese in prima media? Sono rimasti solo quelli che scrivevano corretto anche allora e forse anche in terza elementare. Quelli che l’hanno imparato dalla famiglia.
Gli analfabeti che aveva a prima media sono ancora analfabeti. Se li è solo levati davanti agli occhi.

***

Se si perde loro (i ragazzi più difficili) la scuola non è più scuola. É un ospedale che cura i sani e respinge i malati.

***

Spesso ci è venuto fatto di parlare del padrone che vi manovra. Di qualcuno che ha tagliato la scuola su misura vostra.
Esiste? Sarà un gruppetto di uomini intorno a un tavolo con in mano le fila di tutto: banche, industrie, partiti, stampa, mode?
Noi non lo sappiamo. Sentiamo che a dirlo il nostro scritto prende un che di romanzesco. A non lo dire bisogna far gli ingenui. E’ come sostenere che tante rotelle si son messe insieme per caso. N’è venuto fuori un carro armato che fa la guerra da se senza manovratore.

***

Il 26 giugno del 1967 moriva a Firenze Don Lorenzo Milani.
Nonostante siano passati 50 anni i suoi scritti, provocatori e stimolanti, sono ancora di grande attualità.
Quando li leggo mi sento come il ragazzo svogliato che tra tanta pattumiera culturale può finalmente scorgere uno scopo.

Le citazioni sono tratte da Lettera a una professoressa. La fotografia dal sito http://www.barbiana.it.


La scuola pubblica

5 aprile 2011

Ci siano pure scuole di partito o scuole di chiesa. Ma lo Stato le deve sorvegliare, le deve regolare; le deve tenere nei loro limiti e deve riuscire a far meglio di loro. La scuola di Stato, insomma, deve essere una garanzia, perché non si scivoli in quello che sarebbe la fine della scuola e forse la fine della democrazia e della libertà, cioè nella scuola di partito.

Come si fa a istituire in un paese la scuola di partito? Si può fare in due modi. Uno è quello del totalitarismo aperto, confessato. Lo abbiamo esperimentato, ahimè. Credo che tutti qui ve ne ricordiate, quantunque molta gente non se ne ricordi più. Lo abbiamo sperimentato sotto il fascismo.

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