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12 settembre 2014

Disegno di Francesca

Disegno di Francesca

In questo ultimo periodo mi sono accaduti un po’ di disguidi, con enti pubblici e non, che mi hanno fatto piroettare come una trottola.

E mi pare che l’informatica invece di facilitare le nostre attività abbia generato una forma di burocrazia che mi trasmette notevole fastidio.

***

Tra questi disguidi c’è anche la violazione del mio indirizzo di posta elettronica associato a questo blog. Ho provveduto a modificare la password ma, non sapendo da quando “ignoti” si sono impossessato della mia mail, se a qualcuno sono arrivati o arriveranno messaggi sconvenienti dal mio indirizzo di posta elettronica, ecco non sono stato io.

Sic transit gloria mundi…

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Presenza, assenza

29 agosto 2014

Passano i giorni.
Passano i mesi.
Passano gli anni.

Io, papà, mamma

Ma non è una questione di tempo.
Non so veramente spiegare, e spiegarmi, il mio modo di sentire questa presenza/assenza.
Mi manca ma c’è.

Oggi il mio papà avrebbe compiuto gli anni.

Ciao papà!
(Ovunque tu sia)


Liebster Award

1 aprile 2014

liebsterawardDa qualche tempo ho scoperto il blog Orlando Furioso che mi piace molto perché pubblica articoli ben scritti e su argomenti che mi interessano molto. Consiglio veramente di passare.

Per questo motivo mi sento onorato del fatto che Deborah l’autrice del blog Orlando Furioso mi abbia premiato con il premio Liebster Award e per questo la ringrazio molto.

Questo il regolamento per partecipare al Liebster Award:

ringraziare e linkare il blogger che ti ha nominato, rispondere alle 10 domande poste da chi ti ha nominato, nominare altri 10 blog che hanno meno di 200 followers, formulare 10 nuove domande, comunicare ai nominati la loro la nomination.

Di seguito le domande di Deborah cui rispondo volentieri:

1. Perché scrivi?
Anche se questo è un periodo di poca attività in generale scrivere sul blog mi aiuta a organizzare i pensieri e mi spinge a leggere e documentarmi sulle cose che mi piacciono e riflettere sui “massimi sistemi”, e questo per evitare di scrivere troppe sciocchezze nei post che pubblico.
2. Se possedessi una bacchetta magica come quale scrittore vorresti scrivere?
Domanda difficile perché non ho predilezioni assolute ma dipende dai momenti. In questo momento potrei dire Calvino de Il sentiero dei nidi di ragno o Pirandello de Il fu Mattia Pascal.
3. Se fossi una musica, saresti…
Il Barbiere di Siviglia e Il viaggio a Reims di Rossini, Falstaff di Verdi.
Ma la lista sarebbe lunga…
4. Descrivi la tua casa in quattro parole.
Un grande ordine caotico.
5. Quanto tempo alla settimana dedichi al tuo blog?
Qualche ora.
Mi piacerebbe scrivere un articolo ogni giorno ma la mancanza di tempo e/o di ispirazione non mi consentono di soddisfare il mio desiderio.
6. Cosa deve avere un blog per essere perfetto?
Deve essere in grado di trasmettere la passione di chi lo scrive.
7. Dai un aggettivo al tuo blog.
Con lento sguardo sulle cose.
8. Cosa cerchi?
La capacità di fare domande…
9. La prima cosa che fai la mattina al risveglio.
Ascolto il notiziario delle 6.
10. Una parola che non diresti mai.
Non c’è una parola particolare.
Cerco però in generale di esprimermi senza usare volgarità e, nei limiti che mi sono consentiti, di usare con proprietà la ricchezza della nostra lingua.

Per quanto riguarda l’ultima parte mi sento di nominare tutti i blog che seguo che ritengo meritevoli di ricevere il premio.
Ai loro autori se ne hanno voglia ripropongo le domande di Deborah che ringrazio nuovamente.


In quel lontano 1934

30 gennaio 2014

Mamma 1955?

Tetta!
Così la chiamavano per quella meravigliosa fantasia che hanno i meridionali di dare la ‘ngiuria, cioè un soprannome, alle persone. Un soprannome che al sud è lungi dall’assumere il malizioso significato che si potrebbe attribuire al nord.
O forse era solo una ugualmente fantasiosa contrazione del suo nome da Antonia > Antonietta > Tetta. Anche adesso qualcuno la chiama così.
Spesso ho cercato di immaginare, anche grazie ai suoi racconti, di come potesse essere la vita di una bambina nella provincia salentina, a Gallipoli dove è nata, in quegli anni sul finire del “regime” a cavallo della seconda guerra mondiale.
E vedo pur nelle difficoltà del tempo una bambina/ragazzina felice, capace di interpretare le sue giornate con intraprendenza, coraggio e libertà di fare quello che i suoi pensieri le dicevano nonostante un padre severo.
E con un carattere aperto e spontaneo capace di stabilire rapporti e legami con facilità.
E con l’età ha lentamente maturato una gran libertà di pensiero insieme a un senso dell’impegno, delle cose da fare, domestiche o di lavoro, che le ho sempre invidiato.
All’inizio degli anni ’50 non ancora diciottenne, l’emigrazione a Milano con la famiglia. Un luogo che doveva sembrarle freddo e ostile dove si parlava anche una lingua diversa. Ma con la sua tenacia e determinazione ha saputo adattarsi alla grande città e alle difficoltà che vivevano i giovani di allora.
Poi il matrimonio, la famiglia, le radici ormai messe a Milano ma senza perdere il contatto con Gallipoli dove passa ogni anno gran parte dell’estate.
Le cose con gli anni sono poi lentamente migliorate ma in ogni eventualità il suo atteggiamento è stato sempre lo stesso.
Quello di credere di poter superare ogni ostacolo con una ferrea forza di volontà ma anche con idee che sembravano impossibili a chi osservava ma che poi immancabilmente riusciva a realizzare.
Ha sempre fatto ciò che voleva.
Una forza della mente e una capacità di vedere più avanti delle persone comuni che le hanno fatto raggiungere i risultati che si prefiggeva.
Con me e mia sorella è sempre stata una presenza su cui sapevamo di poter contare anche nei momenti in cui abbiamo avuto contrasti.
Un punto di riferimento.
La sua casa ancora adesso è mentalmente aperta, la sua tavola può sempre aggiungere un posto, ha una parola per tutti.

Io e la mia mamma

Io e la mia mamma


La mia mamma è nata il 30 gennaio 1934 e oggi compie 80 anni!

Tanti auguri!!!!!


29 agosto

29 agosto 2013

Correva l’anno XI dell’era fascista (1933), il giorno 29 di agosto.
Probabilmente in casa, come era solito in quel tempo far nascere i bambini, probabilmente in una calda e umida giornata estiva milanese, nasceva nelle “case minime” di via Zama a Milano dove un tempo era la cascina Trecca, il settimo di nove figli di una famiglia popolare.
Il mio papà 1

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Un’infanzia vissuta in libertà, in strada, perché forse i genitori poveri di numerosi figli non potevano o non sapevano essere così assidui verso i figli come lo sono i genitori di adesso.
Un’infanzia vissuta in libertà, in strada, fino a far diventare il milanese la sua lingua pur avendo genitori pugliesi.
Perché allora a Milano le persone parlavano il dialetto. E quando ero più grande questa parlata dialettale milanese, sua e dei suoi fratelli, mi faceva strano se pensavo alle origini.
E mi piaceva ascoltarlo.
E nella sua infanzia libera non ha percepito il peso politico della dittatura, ma ha maturato una naturale insofferenza per le cose imposte come dover salutare, alzando il braccio, un busto di bronzo raffigurante il Duce all’ingresso della scuola elementare.
Già molto giovane aveva iniziato a fumare e raccontava di come, con i suoi amici, seguissero gli adulti che fumavano per raccogliere i loro resti e ricomporre una nuova sigaretta con il rischio di prendersi qualche sberla da quegli sconosciuti, ché allora usava.
Il mio papà 2

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E me lo vedo ragazzo, finita la guerra, e poi giovane uomo negli anni ’50 con quel suo fascino misterioso e forse un po’ scontroso, e sempre refrattario a seguire le regole.

Il mio papà e la mia mamma

Il mio papà e la mia mamma

Era un vero spirito ribelle di quelli così ben rappresentati, in quella Italia povera di allora ma piena di speranza, nelle pellicole del neorealismo.

Era mio padre.


Natura Morta Olandese

20 luglio 2013

Natura morta

Questi sono alcuni prodotti dell’orto di un amico olandese.
Il comune di Amsterdam organizza alcune zone verdi periferiche in appezzamenti di circa 300/350 metri quadrati.
Sono oasi di pace raggiungibili in 15 minuti di autobus o bicicletta che vengono assegnate a chi si iscrive a una lista di attesa.
Ci sono regole severe da seguire con un’ispirazione più possibile naturalistica.
Alcuni di questi appezzamenti di terra sono dotati di casupole in legno.

Orto