Oltre la geometria

25 settembre 2013

L’architettura organica di Wright in America e di Aalto in Europa risponde a richieste funzionali complesse. Cioè, non è solo funzionale rispetto alla tecnica e all’utilità ma anche alla psicologia dell’uomo.
Il suo messaggio è post-funzionalista: è l’umanizzazione dell’Architettura.
La formula della macchina dell’abitare fa i conti con il campo dell’irrazionale, scopre e libera i problemi dell’inconscio e l’architettura, che segue la storia, si apre e si umanizza per il naturale processo evolutivo del pensiero scientifico.
Lo spazio organico è ricco di movimento, di indicazioni direzionali, illusioni prospettiche, di vive invenzioni.
Non si tratta meramente di gusto ma di esprimere l’azione, di creare spazi belli perchè rappresentativi di vita organica.
L’architettura più audace e poetica di Frank Lloyd Wright è la Falling Water, una casa la cui parte anteriore è proiettata su una cascata mentre quella posteriore è saldamente ancorata ad una piattaforma rocciosa.
Costruita in calcestruzzo armato, casa Kaufmann è un gioco di elementi a sbalzo tenuti insieme da puntoni che saldano la casa alla roccia.
Il piano principale è costituito quasi interamente da un unico ambiente centrale e palpitante che si apre su spazi subordinati. Al piano superiore piccoli appartamenti individuali danno su terrazze private aggettanti, individuate come corpi ritmici e vigorosi che sembrano librarsi nello spazio.

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Frank Lloyd Wright, Fallingwater, 1935-39, Mill Run.

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Fallingwater, Ancoraggi.

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Fallingwater, Ancoraggi.

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Fallingwater, Camino.

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Fallingwater, Zona studio.

Partendo dall’idea di accostare piani geometrici su livelli differenti come per la casa sulla cascata, Alvar Aalto sviluppa una concezione di spazio che dalle radici autoctone della Finlandia si eleva fino a divenire un linguaggio universale.
Villa Mairea modula lo spazio attraverso l’uso sapiente della luce naturale, dei colori e dei materiali;
nasce pensando al modo in cui deve essere vissuta. Aalto, così facendo, reinterpreta l’idea stessa della casa. Cerca, anche in corso d’opera, una mediazione tra la sfera razionale e quella emozionale, e l’ abile intreccio tra la sensualità della linea curva e dei materiali naturali, e il rigore dell’angolo retto e dei volumi bianchi ne sarà il risultato.

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Alvar Aalto, Villa Mairea, 1937-39, Noormarkku.

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Alvar Aalto, Villa Mairea, 1937-39, Noormarkku.

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Villa Mairea, 1937-39, Particolare delle finestre.

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Villa Mairea, Vista dalla piscina.

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Villa Mairea, Soggiorno.

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Villa Mairea, particolare della scala.

Joonas Kokkonen è considerato dopo Jean Sibelius il più grande compositore finlandese del Novecento.
Joonas Kokkonen e Alvar Aalto sono legati da profonda amicizia. Nel corso degli anni Sessanta, Kokkonen dedica al grande architetto una composizione che non è solo segno di ammirazione ma come dichiara lo stesso compositore, il risultato di “extensive conversations” in cui i due artisti hanno approfondito gli stretti legami tra musica e architettura che sono “much deeper and richer than words can express”.
Negli stessi anni Joonas Kokkonen va a vivere nella villa Kokkonen progettata da Alvar Aalto.