Let it Shine, Let it Shine, Let it Shine. It’s Xmas again

15 dicembre 2015

John Armleder1

Per chi percorre le vie del centro di Milano in cerca di regali, si è stancato e vuole regalarsi una pausa d’arte contemporanea, c’è qualcosa che può interessare davanti alla Rinascente dove si possono osservare fino al 3 gennaio 2016 le installazioni site-specific dell’artista svizzero John Artleder che abbelliscono le vetrine del grande magazzino di fianco al Duomo.

L’installazione si chiama Let it Shine, Let it Shine, Let it Shine. It’s Xmas again e vuole raccontare il Natale attraverso atmosfere di colori cangianti sfumati con polveri d’oro e d’argento.
Certo il linguaggio dell’arte contemporanea va spesso spiegato e per questo motivo dal 3 al 20 dicembre dalle 12.30 alle 15.30 e dalle 16.30 alle 19.30 un gruppo di giovani artisti e curatori dell’Accademia di Belle Arti di Brera sarà a disposizione per raccontare storia e significato dell’opera.

Per chi ama l’arte contemporanea, e avesse necessità di una ulteriore pausa dallo shopping natalizio, dalla parte opposta del sagrato rispetto alla Rinascente c’è il museo del ‘900 che merita sicuramente una visita.
Dalla piazza è visibile l’Arabesco di Lucio Fontana, quel neon contorto che si vede guardando i piani alti del palazzo dell’Arengario.

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Per gli appassionati di fotografia ci sono due interessanti mostre a ridosso di piazza Duomo.

Fino al 31 gennaio 2016 allo spazio Forma Meravigli c’è una mostra dedicata alla fotografa americana Vivian Maier dal titolo Vivian Maier. Una fotografa ritrovata (informazioni) in via Meravigli 5.

Mentre al Palazzo della Ragione in piazza dei Mercanti c’è fino al 7 febbraio 2016 la mostra Henri Cartier-Bresson e gli altri (informazioni) una mostra con fotografie sull’Italia di alcuni tra i più grandi fotografi internazionali.

Devo proprio ammetterlo: l’offerta culturale di Milano è sempre molto interessante.


Per non dimenticare il 12 dicembre

12 dicembre 2015
BAJ-Pinelli

Enrico Baj – I funerali dell’anarchico Pinelli (1972)

Quasi mezzo secolo è passato dal 12 dicembre 1969 quando una bomba deflagrò nella Banca dell’Agricoltura di piazza Fontana a Milano compiendo una strage.

Per quanto la verità giudiziaria sia ancora una nebulosa, la ricostruzione storica è piuttosto definita e, questa “verità”, parte degli intellettuali e del mondo della cultura l’avevano colta già nel momento immediatamente successivo all’esplosione quando si era scatenata la caccia agli anarchici.

Da ricordare l’opera di Dario Fo in due atti Morte accidentale di un anarchico (qui), messa in scena nel dicembre del 1970 e I funerali dell’anarchico Pinelli, collage su tela, di Enrico Baj del 1972. La tela di Baj doveva essere esposta a Palazzo Reale ma la mostra fu rimandata perché il giorno dell’inaugurazione venne assassinato il commissario Calabresi.
Dopo una comparizione all’Accademia di Brera il comune di Milano l’ha finalmente esposta a Palazzo Reale solo nel 2012.

Così viene presentata nella pagina del comune in occasione della mostra:

Il centro della scena è occupato dal dramma urlato della morte dell’anarchico. Baj distingue i due gruppi anche attraverso l’uso differente dei colori: per le figure sulla destra, che rimandano ai generali, vengono utilizzati colori molto accesi, che si contrappongono con forza ai più cupi toni del grigio con cui sono dipinti gli anarchici.
I precedenti artistici sono facilmente identificabili: il riferimento più esplicito è quello a Guernica (1937) di Picasso, riconoscibile immediatamente nel grido disperato dell’anarchico e nella posa deformata della donna, opera che Baj aveva rifatto nel 1969 con tecniche e materiali propri, in omaggio al grande artista spagnolo; l’altro è un omaggio al futurismo di Carrà de I funerali dell’anarchico Galli (1911).

Purtroppo l’opera è ancora alla ricerca di una collocazione cittadina, ed è in corso una petizione perché trovi adeguato posto, magari al nuovo museo delle Culture (Mudec) di Milano.


Quadri di un’esposizione (la prima)

25 maggio 2014

Raw Materials
Sabato 24 maggio, alle ore 17 presso lo SpazioCultura del comune di San Giuliano Milanese in piazza della Vittoria 2, è stata inaugurata la mostra “Raw Materials”.
Il laboratorio artistico del Centro Giovani Arena del Sole espone elaborati, opere e installazioni in collettiva di giovani artisti che utilizzano rifiuti e materiali di scarto trasformandoli in vere e proprie opere d’arte.
Sono esposte anche opere originali che non utilizzano “rifiuti”.
La mostra si potrà visitare fino al 1 giugno, dalle 15 alle 18 dal lunedì al sabato, dalle 10 alle 12 la domenica. L’ingresso è libero.
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La mostra è interessante ed è ospitata in locali idonei e ben illuminati. Oltre a sculture si possono osservare dipinti, disegni e fotografie.
Per la sua prima esposizione Francesca ha avuto l’opportunità di esporre quattro disegni di quelli che nascono dai suoi più reconditi pensieri.
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Amo molto i Quadri di un’esposizione di Modest Mussorgsky per la varietà dei colori orchestrali che esprimono, per l’atmosfera che sanno creare ad ogni ascolto, specialmente dal vivo;
ma per la musica richiamata dal titolo del post propongo un brano della rivisitazione che ne hanno fatto gli Emerson Lake & Palmer negli anni ’70.


Piogge d’aprile

21 aprile 2014

Ma dove sono andate quelle piogge d’ aprile?
Io qui le aspetto come uno schiaffo improvviso,
come un gesto, un urlo o un umore sottile fino ad esserne intriso,
io chiedo che cadano ancora sul mio orizzonte angusto e avaro
di queste voglie corsare, per darmi un’occasione ladra,
un infinito o un ponte per ricominciare…

Dalla canzone Le Piogge D’Aprile di Francesco Guccini

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April is the cruellest month diceva un vecchio amico.
Alcune giornate d’aprile hanno il privilegio di rinnovare il fresco ricordo dell’inverno da poco superato più che proiettarci verso il desiderio di un tepore quasi estivo.
Una pasquetta piovosa può tuttavia diventare l’occasione di un giro con Francesca nel centro di Milano e anche l’occasione per riesumare cappello e sciarpa pesanti.
Francesca è una piacevole compagnia per queste uscite e anche il centro della città si è prestato a una “girata” piacevole, nonostante la pioggia.
Siamo arrivati abbastanza presto in piazza Duomo ancora vuota di turisti.
Una rapida colazione e poi in coda, nella mistica coda delle mostre di Palazzo Reale dove non si capisce bene se si indovina la coda per la mostra giusta.
Noi volevamo vedere l’esibizione delle opere di Vassily Kandinsky della Collezione del Centre Pompidou ormai giunta al termine. A me Vassily piace a prescindere ma in ogni caso la mostra è veramente ben allestita, divisa secondo i periodi della vita dell’artista, e con l’ingresso viene fornita l’utilissima audioguida di supporto.

L’unico neo era rappresentato dalla quantità di persone presenti che a tratti mi ha impedito, almeno a me succede questo, di trovare la giusta concentrazione. Vabbè!

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Dopo la mostra un giro per negozi, dapprima quelli prediletti da Francesca (abbigliamento…) e infine l’approdo alla libreria multimediale Feltrinelli di piazza Duomo.

Per il mio piacere ho acquistato musica del mio amato ‘900. Dischi scontatissimi di Béla Bartók, Anton Webern e Dmitrij Shostakovih.

E anche il film Arianna (titolo originale Love in the afternoon) delizioso film del 1957 diretto da Billy Wilder con Audrey Hepburn, Gary Cooper e Maurice Chevaliere.

Palazzo Reale

Io e Francesca ci siamo ripromessi di fare un’ulteriore visita della mostra di Kandinsky in una serata di questa settimana dal momento che terminerà domenica prossima.


Rissa in galleria

6 aprile 2014
Umberto Boccioni - Rissa in Galleria 1910

Umberto Boccioni – Rissa in Galleria 1910

Uno dei tratti che caratterizzano le “avanguardie artistiche” è la provocazione.
In questo dipinto del 1910, Rissa in Galleria, Umberto Boccioni da poco approdato al futurismo ritrae davanti all’ingresso della Galleria Vittorio Emanuele di Milano l’agitazione di un composito insieme di persone, di una folla.
Il quadro ha una luce particolarmente efficace e le persone trasmettono un senso di movimento come se la “folla” avesse un solo pensiero, fosse un solo soggetto.
Ma il fulcro del dipinto sono le due donne ben vestite che si accapigliano richiamando l’attenzione dei numerosi passanti.
La provocazione è proprio nell’insolito protagonismo delle due donne, il cui litigio agli inizi del ‘900 doveva essere piuttosto insolito e suscitare scandalo. Il dipinto si può osservare alla Pinacoteca di Brera di Milano.
Umberto Boccioni è morto a 34 anni nel 1916 cadendo inopinatamente dal suo cavallo.
Il docente del corso di storia dell’arte contemporanea che seguo parla di Umberto Boccioni, e anche di Piero Manzoni morto a 30 anni nel 1963, come di due geni dell’arte italiana e con una vena di rimpianto per quello che avrebbero potuto realizzare.
L’artista Piero Manzoni è famoso soprattutto per la provocazione della Merda d’Artista, le famose “scatolette” messe in vendita nel 1961.
Merda d'Artista

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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In occasione del Salone del Mobile di Milano che si tiene dal 8 al 13 aprile il comune rende libero l’ingresso nei musei civici della città.
Un’occasione di cui approfittare.

Milano: Musei civici Gratis dall’8 al 13 aprile 2014
Museo del Novecento
Museo Archeologico
Museo di Storia Naturale
Musei del Castello Sforzesco
Palazzo Morando
Acquario Civico
Galleria d’Arte Moderna
Museo del Risorgimento


Storia dell’arte contemporanea

2 aprile 2014

La pittura astratta è astratta.
Ti sta di fronte.
Tempo fa un critico ha scritto che i miei dipinti non hanno inizio né fine.
Non lo intendeva come un complimento anche se in realtà lo era.
Era proprio un bel complimento.

Jackson Pollock

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Mi piace il ‘900. Apprezzo le manifestazioni culturali del secolo passato specialmente quelle che si manifestano con le forme più originali; in modo particolare prediligo quelle che disorientano il senso comune.
Con queste premesse, approfittando di un’occasione unica, mi sono iscritto a un corso di storia dell’arte contemporanea presso il NABA (Nuova Accademia di Belle Arti) di Milano.
Quindici lezioni settimanali di due ore che si tengono il giovedì sera con un programma molto bello (qui) che prevede anche anche uscite “sul campo”.
Il docente è molto bravo e preparato e ci sa trasmettere la sua passione per l’arte. Interagisce con noi cercando di farci esprimere quello che proviamo di fronte alle opere d’arte che ci mostra.
Per quanto il corso sia incentrato sull’arte del ‘900, in queste prime lezioni introduttive ci ha mostrato il percorso dell’arte dal periodo greco-romano ai giorni nostri da punti di vista particolari che ci hanno fatto prendere confidenza con i particolari tipi di linguaggio che si sono succeduti o ripetuti nei secoli.
Con l’ottimo suggerimento di storicizzare le opere perché i loro autori per quanto innovatori sono figli del proprio periodo storico.
Tra i quadri che ci ha mostrato uno di quelli che più mi ha colpito è stato Gas di Edward Hopper con la sua alternanza di chiari e di scuri, i ritmi del colore rosso, e i tre cerchi bianchi dei distributori come sospesi nell’ombreggiare degli alberi sullo sfondo.
gas

La sede del Naba è nell’edificio di quello che un tempo era il nosocomio chiamato Sieroterapico. Basse palazzine ottimamente ristrutturate nei pressi dei navigli.
Frequento il corso con un caro amico, per me un artista, e di solito arriviamo con discreto anticipo.
Il pomeriggio dell’ultima lezione passeggiando tra i giardini della palazzina il sole calava lento e abbiamo cercato di fermare il momento…

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Starry Night

16 febbraio 2014

Starry, starry night
Flaming flow’rs that brightly blaze
Swirling clouds of violet haze
Reflect in Vincent’s eyes of China blue


And now I understand
What you tried to say to me
How you suffered for your sanity
How you tried to set them free

Versi della canzone Vincent dall’album American Pie del 1971 di Don McLean.

Starry_Night

Ho sbagliato approccio.
Sono stato alla Fabbrica del Vapore, spazio postindustriale milanese recuperato alla cultura, a vedere la mostra Van Gogh Alive ma non sono riuscito ad apprezzare.
Non mi sono documentato prima di recarmi alla visita e mi aspettavo una mostra di tipo tradizionale. Invece in questa grande sala veniva proiettato un filmato molto coinvolgente lungo tutte le pareti e parte del pavimento con i quadri di Van Gogh, interi o dettagli di essi, fotografie e animazioni di particolari dei dipinti che fluivano ininterrottamente.
E con un accompagnamento musicale adeguato.

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Un flusso continuo di immagini e suoni da cui bisognava lasciarsi travolgere.
Ma io non sono riuscito ad abbandonarmi ai colori e alla musica.

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Un amico mi ha ricordato il brano Vincent, conosciuto anche come Starry Starry Night di Don McLean dedicato a Van Gogh.
Il brano è del 1971 ed è stato un grande successo, uno di quei pezzi che tornano sempre.
Anche in Italia ha avuto molta diffusione.

Vecchioni ne ha fatta una versione italiana adattando alla musica una intensa e libera traduzione del testo.
Il titolo naturalmente Vincent.