“È di Fiuggi non di Oxford!”

28 maggio 2014

Giro 2014
“È di Fiuggi non di Oxford!”
Questo il commento di un giornalista al gesto che il corridore ha esibito appena passato il traguardo da vincitore della tappa odierna del Giro d’Italia arrivato a Vittorio Veneto.
Sebbene poco elegante la cosa mi ha divertito perché il ragazzo ha preparato il gesto con molta cura, un po’ come ha scelto il momento giusto con uno scatto a circa un chilometro dall’arrivo per staccare i compagni di fuga.
L’essenza della tappa di oggi è tutta negli ultimi due minuti di corsa (nel video dal minuto 6,30).
Il giovane ciclista ha poi chiesto scusa.

Per gli appassionati: domani tappa di montagna da non perdere con arrivo in salita al rifugio Panarotta in Valsugana.


È passato Natale…

28 dicembre 2013

Lasciatemi così
come una
cosa
posata
in un
angolo
e dimenticata…
Dalla poesia Natale di Giuseppe Ungaretti
Rami spogli
Volevo scrivere un post sulla particolare forma di misantropia che mi assale nel periodo delle feste natalizie.
Ma serve una particolare predisposizione d’animo che in questo momento mi manca, e quindi rimando.
Devo poi confessare che queste feste oltre a suscitare sentimenti contrastanti, rappresentano per me anche un rito di iniziazione che ogni anno si rinnova.
Lentamente si esce dalla frenesia commerciale dei regali, dal divertimento coatto del veglione di capodanno, le giornate almeno formalmente iniziano ad allungarsi. E anche se subito non si nota, poterlo pensare è già qualcosa.
Certo incombono gennaio e febbraio, che per me sono i “mesi grigi” e freddi dell’anno, perché qui da noi, nella pianura padana, sono veramente così.
Con il freddo umido che supera tutti gli strati di copertura e ti invade l’anima.

Questa mattina siamo usciti per qualche rifornimento e invece della pioggia annunciata c’era un’atmosfera particolare, intervalli di luce tra mutevoli nuvole e squarci di sole.
I miei pensieri rimanevano impigliati ai rami spogli degli alberi, in lontananza una speranza di luce.

In qualche rara giornata invernale si può già pensare alla primavera.

***

Il mio nuovo berretto

Per ora di queste feste mi rimane una bella serata in famiglia, il mio nuovo berretto nepalese, un robusto raffreddore.
Una gran voglia di leggere Kant e visitare mostre d’arte.

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Dipinto di Francesca - 2013


Lampi nel nulla domenicale

3 dicembre 2013
Disegno di Francesca - ottobre 2013

Disegno di Francesca – ottobre 2013

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Avevo preparato questo post per ieri (lunedì) come commento alla mia faticosa domenica, ma ieri ho pensato a Maria Callas.
Ad ogni modo la domenica appena trascorsa è andata quasi tutta in direzione contraria.
Un po’ con l’attonita espressione del disegno in alto.
Con qualche lampo illuminante.
Per varie ragioni ho dormito poco e male. Mi sono alzato con un leggero mal di testa, dovevo uscire ma non l’ho fatto.
Non riuscivo a leggere perché mi veniva sonno e se avessi dormito il mal di testa si sarebbe manifestato con vigore.
Mi sono trascinato con un po’ di televisione, c’era un bel Trovatore con l’ottima Frittoli, con qualche pagina letta fino a pranzo.
Dopo pranzo e dopo aver rassettato la cucina ho bighellonato ancor per casa senza costrutto fino a che come unica soddisfazione della giornata mi sono messo a osservare alcune delle produzioni più recenti di Francesca depositate davanti alla libreria.

Insieme di dipinti

A un certo momento un lampo di sole ha illuminato uno dei dipinti e prima che il momento luminoso se ne andasse ho cercato di fotografarlo:

Dipinto senza titolo di Francesca
Poi il raggio di sole è svanito e la fotografia non mi piaceva nemmeno molto.
Ho spostato il dipinto su una porzione del pavimento e l’ho fotografato nuovamente. Il risultato mi ha alquanto sorpreso perché nelle nuove condizioni di luogo e di luce il dipinto mi dava sensazioni totalmente differenti, si può notare una certa differenza anche dal confronto delle due fotografie:
Dipinto di Francesca 2
Mi sono ricordato di un’osservazione che Eco fa nel libro Opera aperta in cui afferma “come una risposta personale, mai identica alla precedente, sia la condizione comune di ogni fruizione estetica, indipendentemente da ogni intenzione di apertura”.
Penso che questa sia una delle ragioni per cui i capolavori rivelano ad ogni rilettura aspetti nuovi e comunicano nuove sensazioni.

***

Contrariamente al solito ho salutato con grande piacere l’aria fresca del lunedì mattina che mi colpiva la faccia mentre mi recavo verso la metropolitana e la nuova settimana di lavoro.


Reticolo

2 settembre 2013

Reticolato

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Devo avere già accennato che al mattino, almeno fino a una certa ora, ho qualche difficoltà a parlare e soprattutto ad ascoltare.

Quando esco al mattino per recarmi al lavoro è molto presto, già alle 7 emergo dalla metropolitana e lascio che oziosi vagolino i miei pensieri, salutare preludio all’attività giornaliera che mi attende.

Ma questa mattina i miei pensieri si sono impigliati in un reticolo di cavi elettrici, cavi del tram, scie di aerei e non so che altro.

È stato come un avvertimento che settembre è ritornato; che è ricominciato il solito insensato ritmo.


The nothing box

27 maggio 2013

Non che mi importi fare analisi sui comportamenti maschili e quelli femminili; rifuggo dai luoghi comuni più comuni.
Si costruiscono storielle sulle differenze di genere del pensiero come si può osservare in questo video di un comico forse americano dove c’è una raffigurazione grottesca delle modalità di funzionamento del cervello femminile e di quello maschile.
Può essere divertente.

Nel video mi sono parzialmente ritrovato quando si rappresenta la nothing box che il comico attribuisce al cervello maschile. Anche se per me, cioè secondo personale esperienza, è più un problema di carattere, e forse d’età, che non squisitamente maschile.

Un tempo mi succedeva solo in alcune situazioni di confinare il mio pensiero nella scatola del vuoto. Che poi non era proprio una scatola vuota ma un luogo impenetrabile della mia mente con pochi pensieri scelti in cui mi rifugiavo; un approdo dove isolarmi per pensare e ripensare e soppesare situazioni singole, o singoli pensieri, non del tutto chiari o risolti.

Mi capitava di rifugiarmi nelle lunghe passeggiate di montagna, nei viaggi in treno, nelle sale d’attesa, in definitiva in quelle situazioni in cui si sta in sospensione per momenti più o meno prolungati.

Con il tempo le cose sono un po’ cambiate.
Attualmente nella nothing box mi ci “rifugio” sempre più spesso come in un luogo impenetrabile e sicuro e questo ora rappresenta una specie di fuga da varie occasioni di stress, dalla fast life, dalle parole gridate, dal rumore molesto.

Al mattino devono passare almeno due ore prima che possa esprimermi e soprattutto ascoltare; al telefono non resisto più di trenta secondi; ci vado nel rifugio quando le persone si esprimono con gridata aggressività; quando nei locali non si riesce a parlare per la troppa musica o per demenziali programmi televisivi.
La lista sarebbe lunga….

***

In realtà non sono così orso ma:

Non mi svegliate ve ne prego
ma lasciate che io dorma questo sonno,
c’è ancora tempo per il giorno


My bicycle

11 febbraio 2013

… E c’è anche qualche boccio
di magnolia l’etichetta di un pediatra
ma qui i bambini volano in bicicletta
e non hanno bisogno delle sue cure…

Al mare (o quasi) Eugenio Montale (1896-1981)
La mia bicicletta
Così ho trovato la mia bicicletta all’uscita della metropolitana.
La mia vecchia bicicletta.
Tempo fa mi hanno rubato il campanello e mi hanno rubato il sostegno della luce anteriore che in queste mattine buie devo tenere con la mano sinistra che appoggio al manubrio perché la destra mi serve per usare il freno che funziona meglio.
Il suo valore è sicuramente minore delle due catene con cui la assicuro al posteggio della fermata.
Ma da parecchio tempo mi porta alla metropolitana, anche quando piove, anche d’inverno.
Solo la neve mi ha impedito il percorso, ma poche volte.
E domani potrebbe essere una di quelle volte.
Oggi mentre tornavo senza nemmeno aprire l’ombrello mi piaceva la neve in faccia e pensavo che eccezionalmente qui in Lombardia, ma non solo qui, quest’anno la primavera potrebbe arrivare in anticipo.
Ma era solo un pensiero fugace rapidamente evaporato quando ho realizzato che i pantaloni a contatto con la sella erano piuttosto bagnati.
Per chiudere una foto di poco fa, da casa.

11 febbraio 2013


Annunci volanti

13 giugno 2012

Un annuncio per le vie di Milano:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

…io che duro fatica a esprimermi in italiano.