Art Metrò

24 luglio 2013

L’Art Nouveau è un inizio o piuttosto il tramonto definitivo
di un’epoca e dei suoi ideali?
Manfredo Tafuri, Francesco Dal Co

Il nome di Hector Guimard è associato ad una raffinatezza inarrivabile: nel segno a matita, nella composizione del progetto, nella plasmazione del ferro battuto.
Le linee vigorose e asimmetriche elaborano voluttuose decorazioni floreali senza temere troppo di accostarsi all’astrazione.
Guimard è influenzato dallo stile di Viollet-le-Duc e dall’organicismo belga di Horta, e quando la sua arte si diffonde su larga scala con gli ingressi del Metrò di Parigi, ha già raggiunto un ardito tecnicismo.
Quelli che infatti, dovevano essere i lavori logistici “di contorno” dell’Esposizione Universale del 1900, diventano preparatori alla prima linea metropolitana interrata di Parigi, la ligne 1, e simboli in superficie del progresso alla portata di tutti.
Il tono generale è di leggerezza, e l’assenza ovunque di linee diritte collocano decisamente questo complesso lavoro del genio Guimard nell’Art Nouveau.
Il suo gusto unico per i nuovi materiali e gli effetti inattesi che ottiene con alcune delle sue forme, sono la sola via per la quale si potrà giungere al Modernismo spagnolo di Gaudì.
Gli ingressi alla metropolitana parigina ancor prima di essere arredo urbano sono opere d’arte, e come tali, diventano e rimangono per molti anni al centro di polemiche. I critici li riscoprono presto “végétalisme” di uno stile diventato già demodé tanto che Le Figarò ne invoca la demolizione.
Salvador Dalí, alla fine del XIX secolo invece, li nominerà Arts Nouille, Stile Spaghetti.
Tra il 1900 e il 1912, Guimard realizzò 141 edicole. Ne sono rimaste 86, alcune delle quali donate ad altre reti metropolitane, oggi unanimamente riconosciute icone dell’elegante splendore della Belle Époque.

Progetto per la copertura di Revue d’Art, 1899.

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Particolare di un’insegna con la firma del progettista.

Ingresso al metrò, tipologia B coperta.

lampada ambrata

Lampada in vetro ambrato collocata dentro una strana forma organica a gemma di fiore in ghisa verniciata di verde.

Particolare della copertura.

Con lo pseudonimo Monsieur Croche, Claude Debussy, negli stessi anni di Guimard, soleva pubblicare i suoi pensieri sulla musica e sull’arte in generale.
È nota la sua critica alla forma musicale tradizionale della “sinfonia” o della “sonata” paradigmi per tutte le forme musicali precedenti codificate in scuole o tendenze.
Anche nella sua opera, contro il classicismo, il romanticismo e ogni altro “ismo” è forte il richiamo alla natura intesa non come statica raffigurazione ma come espressione vitale in movimento.
L’assenza di linee rette nelle stazioni della metropolitana parigina e più in generale i temi dell’Art Nouveau, vengono espressi con il termine “eleganza rettilinea, con cui egli esprime anche una forte critica alla prevedibilità della forma sonata o della sinfonia.
La musica di Debussy è innovativa, fatta di brevi immagini, di suoni utilizzati come colori. Viene avvicinato all’Impressionismo ma lui stesso rifiutava questo accostamento. Alla musica tradizionale contrappone “l’arabesco musicale o piuttosto quel principio dell’ornamento che è la base di tutti i tipi di arte”.

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