Una casa come me

28 agosto 2013

L’architettura di Adalberto Libera sa interpretare il sito e leggerne la tipologia senza per questo ridurre il proprio linguaggio al contesto.
Una delle sue architetture che sa difendersi meglio dalle suggestioni di un ambiente molto connotato come può essere il roccioso promontorio di Capri, è senz’altro la casa progettata per lo scrittore Curzio Malaparte.
Nella forma allungata della costruzione si possono leggere due parallelepipedi: uno puro e l’altro strombato e diminuito verso terra per poter accedere alla terrazza.
L’abitazione si distribuisce con uno schema a T su più livelli. Nella parte seminterrata si trovano la cantina, i locali di servizio e le cucine. Al piano terra ci sono altri locali di servizio, un ostello per gli ospiti e un’originale e piccola stanza detta “della montagna” per via dell’alta rupe che si vede attraverso la finestra. Al piano superiore c’è il vasto soggiorno con quattro grandi finestre che basterebbero da sole ad arredare tutto lo spazio come fossero quattro grandi quadri sui Faraglioni, Capri e il mare.
Il camino, semplice, grande e centrale possiede al suo interno un’altra finestra esposta ad ovest dalla quale, d’inverno, il sole al tramonto illumina il fuoco giocando con il suo tremore.
In fondo a tutto, testa dell’edificio, lo studio.
La casa di Malaparte esternamente sembra arida e ottusa nella sua rinuncia a tutti i segni effimeri.
Il proprietario stesso ne dirà: “Una casa come me, dura, strana, schietta”.
Malinconica e bellissima, verrebbe da aggiungere.

planimetrie

Adalberto Libera, Casa Malaparte, 1938-43, planimetria e pianta del piano secondo.

prospetti casa malaparte

Adalberto Libera, Casa Malaparte, 1938-43, prospetto nord-est e prospetto sud-ovest.

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Casa Malaparte su Punta Massullo, Capri.

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La Stanza della Montagna.

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Terrazza.

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Terrazza.

La casa di Curzio Malaparte inserita come un cuneo nella natura circostante, così isolata con queste suggestioni ambientali e l’impareggiabile spettacolo che offre alla vista ha attirato spesso le attenzioni di registi cinematografici e pubblicitari.
Jean Luc Godard nel 1963 dirige il film Le Mepris tratto dal libro Il disprezzo di Alberto Moravia. Il film che prevede un cast importante e la colonna sonora del musicista Georges Delerue è ambientato nella seconda parte nella Villa Malaparte.

Il film nella versione italiana, causa la censura del tempo, è stato deturpato con un montaggio improbabile, il taglio di più di 20 minuti di scene e la sostituzione delle colonna sonora di Delereu con una più “leggera”.
In questi giorni a Capri il Premio Letterario Malaparte rende omaggio a Le Mépris a 50 anni di distanza con la proiezione del film e di altre immagini delle riprese a Villa Malaparte.