#labicinonsitocca

30 novembre 2015

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Per me che utilizzo la bicicletta tutto l’anno oggi è un giorno da “pessimismo della ragione”, citando Gramsci.
In generale poi quel poco di ottimismo che mi rimane viene eroso un po’ ogni giorno, e ormai sono proprio in riserva.

L’accadimento odierno proviene da un emendamento di un senatore PD, nientemeno, che propone un articolo che impone targa e bollo alle biciclette.

Chi usa la bicicletta avrebbe bisogno di spazi, sicurezza e incoraggiamenti invece che di restrizioni, tasse e ostacoli.
Mi aspetterei che certi provvedimenti arrivassero dal fronte politico conservatore, invece che da quello progressista.

Oggi è iniziata a Parigi la conferenza Onu chiamata Cop21 che lancia un preoccupato allarme sull’inquinamento del pianeta.

Direi che l’iniziativa del senatore PD è connotata da un tempismo formidabile!
E sicuramente diranno che sono stati fraintesi…

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Il carretto passava e quell’uomo gridava….

1 settembre 2014

Renzi e il carretto

Il carretto passava e quell’uomo gridava gelati
Al 21 del mese i nostri soldi erano già finiti…

da I giardini di marzo di Lucio Battisti

Questo è il meglio che abbiamo……


Malgré moi…

23 maggio 2014

…Viva!… Giovanotto, non abbia paura, venga… Lei… si vede… istruito… Stia attento, il terreno… ssvvtt!… Mi capisce? Guardi, guardi quello lì… Era DC. Socialista. Viva!… Mi capisce?
E mia madre, la mamma, una santa… azione cattolica… destra della DC, nel dopoguerra… Ha votato PCI. E allora uno dice: come è cambiata la mamma!… Che dialettica…
No, lei è rimasta uguale, tale e quale. Sono i partiti che… ssvvtt!… slitten… slittano! Viva!…
E se i partiti slittano, da vecchio uno si trova ad essere più rivoluzionario… nominalmente.
Io ci ho un figlio… extraparlamentare. Non beve, gente seria, che non scazza. Ecco, se rimanesse lì… DP… quella roba lì… tra tre o quattro anni … partito di centro!… ssvvtt!… Capito lo scivolo?
Bisognerebbe saltare sempre, come la lepre… E chi ce la fa?
Perché vede, uno si mette qui, in una fatta… sarebbe la buca della lepre… Ecco, io sono qui, a sinistra. Quell’altro… lì… un’altra buca, più a destra. Giusto, è il suo posto, ci si trova bene. Dopo, i partiti… ssvvtt!… Tutti nella stessa buca. Un troiano. Viva!
Esci dalla buca, se ti riesce… vai più a sinistra, più a sinistra che puoi… il paese si sposta tutto a sinistra: un governo di sinistra!
Dunque: Andreotti, Moro, Rumor… questo lo metto qui… Fanfani qui… Donat-Cattin… Troppo?… Ecco, Colombo… Così, va bene così.
Blululum! Crolla di nuovo. Bisogna cambiare.
Allora: Andreotti lo sposto e lo metto qui… Moro, qui… no, qui c’era già prima… meglio qui… Gui… Gui lo butto via… Moro, Rumor… Mi avanza un Fanfani… Allora sposto Piccoli… con un po’ di pazienza…
È calcolato che con gli stessi omini spostati giusti si possono fare tremilasettecentoquarantadue combinazioni!
Viva!
Dallo spettacolo di Giorgio Gaber Libertà obbligatoria 1976 (audio)

Particolare di Le Penseur - Auguste Rodin (1840-1917)

Particolare di Le Penseur – Auguste Rodin (1840-1917)


Non ne vengo a capo.
Ho assistito a una campagna elettorale senza il respiro delle idee, senza cogliere progetti capaci di guardare oltre l’immediato, senza un disegno progressista (ma progressista è ancora una categoria della politica?).
Ho un bel da fare a spremere i miei pensieri.
Mi tocca rassegnarmi al voto utile. Ancora una volta.

Speriamo bene…


Primitivi o inetti?

21 ottobre 2013

Son chì, son là che cunti nient
e che ghe vègna on accident
ai cervellon, ai lazzaron del parlament.
Son chì che gh’hoo duu oeugg de matt
e son finii a ciappà i ratt
me borlen giò anca i ball e i sentiment.

Mi voraria savè quèll’òstia,
quel gran figlio di una bèstia
che on bèll dì m’ha saraa sù l’Alfa Romeo.
Sarò anche il figlio di on terron
ma rièssi nò a vèss on coion
e intant me brusa el bus del cuu… e marameo.
(alcuni versi da Mond lader di Roberto Vecchioni)

Mi basta ricordare il roboante programma delle TRE I, impresa-inglese-informatica, di questa destra maldestra, o la velenosa campagna contro i fannulloni del pubblico impiego arrogantemente portata aventi dal mancato premio nobel Brunetta, per commentare la notizia che all’Asl di Caserta sono stati pagati ai medici di famiglia circa 6000 pazienti che per varie ragioni non dovevano assistere, per un danno calcolato dalla guardia di finanza di 1.500.000 euro (la notizia su Repubblica e sul Corriere).
***
A meno che in certi uffici pubblici “grigi impiegati” non compilino polverosi registri con pennino e inchiostro, visiera e relativi manicotti alla camicia per non sporcarsi, la risoluzione di questi problemi sarebbe questione di niente se affidata ad un ragazzino sui 15 anni che magari ti fa anche un app con cui ti compare in tempo reale ciò che non va.
In casi come questo basterebbe incrociare le informazioni degli archivi di quegli uffici che erogano servizi e prestazioni con l’anagrafe dei relativi comuni utilizzando un semplice programma informatico per avere automaticamente tutto ciò che serve per evitare sprechi e truffe.
E questo genere di situazione è molto diffusa nel Paese, basta leggere la cronaca.
Questa incredibile inefficienza è anche il risultato dell’inettitudine di una classe di dirigenti, pubblica ma anche privata, ormai da troppi anni selezionata per appartenenza più che per competenza.
Non ce la possiamo cavare.
***
C’è un interessante libro di Nunzia Penelope, Ricchi e poveri, che ben racconta le dinamiche della distribuzione della ricchezza.
In Italia il 10% della popolazione possiede il 50% della ricchezza, il restante 90% si divide l’altro 50%.
Penso che a livello mondiale sia in atto una imponente lotta di classe da parte della ricchezza che si rifà sempre più sui paesi del sud o diversamente marginali, sulle persone “diverse”, su quelle più indifese.
Il fallimento di questo nostro Paese è aggravato dal fallimento della politica della destra che è un fallimento soprattutto culturale.
Cos’è rimasto alla fine delle “tre i”?
L’impresa è fallita, l’informatica complica invece che semplificare, l’inglese è prerogativa di pochi.
E nell’imitazione becera di alcune posizione della destra sta anche il fallimento della sinistra.
Oltre il danno anche la beffa!

***
Per me tra primitivismo e inettitudine prevale la seconda.
Sempre che non ci sia dolo.
La canzone di Vecchioni descrive piuttosto bene il mio stato d’animo.
Ahimè!


Pubblicità ingannevole

25 agosto 2013

Oro_alla_Patria

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nel 1935 era stata la campagna dell’Oro alla patria.

Nel 1941 quando si incomincia a comprendere che la guerra invece che guerra lampo, come sperava il regime fascista, sembra essere guerra di drammatica durata, è la volta del cibo.
Se mangi troppo derubi la patria 1941

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Quello che mi rimane oggi di queste immagini che per qualche ragione mi sono trovato a guardare, oltre le dovute analisi storiche, è un senso di derisione verso i veri destinatari di questi messaggi, cioè le classi più deboli.
Persone che forse hanno anche creduto agli abbagli del regime.
Come una ricaduta beffarda e ironica della lotta di classe.

***

Non che noi abitanti dell’Italia del 2013 possiamo dire di cavarcela meglio.

Pubblicità ingannevole

Le posizioni politiche in generale hanno la pretesa di avere un carattere universale, cioè di rivolgersi a tutti i cittadini.
Di contro una delle chiavi per leggere il pensiero della destra degli ultimi 20 anni è il suo particolarismo cioè il suo riguardare o un solo individuo con i suoi interessi, o una ristretta cerchia di amici.
Il centro del messaggio dell’essere ancora in campo del nuovo/vecchio partito del pregiudicato B. è il richiamo: per l’Italia.
Dietro questo nuovo/vecchio messaggio si celano ancora una volta interessi molto particolari; e il capolavoro politico di B. e del suo ristretto gruppo di benestanti è aver irretito parte consistente delle categorie più deboli della popolazione senza averne mai rappresentato le istanze.

Cos’è questa se non una perfida derisione della storia?


Cerbero 2.0

5 maggio 2013

Cerbero
Cerbero, fiera crudele e diversa,
con tre gole caninamente latra
sovra la gente che quivi è sommersa.
Li occhi ha vermigli, la barba unta e atra,
e ‘l ventre largo, e unghiate le mani;
graffia li spirti, scuoia e disquatra.
Urlar li fa la pioggia come cani;
de l’un de’ lati fanno a l’altro schermo;
volgonsi spesso i miseri profani.
Quando ci scorse Cerbero, il gran vermo,
le bocche aperse e mostrocci le sanne;
non avea membro che tenesse fermo.
Lo duca mio distese le sue spanne,
prese la terra, e con piene le pugna
la gittò dentro a le bramose canne.
Qual è quel cane ch’abbaiando agugna,
e si racqueta poi che ‘l pasto morde,
ché solo a divorarlo intende e pugna,
cotai si fecer quelle facce lorde
de lo demonio Cerbero, che ‘ntrona
l’anime sì ch’esser vorrebber sorde.

Dante, Divina Commedia – Inferno, Canto sesto
***
Ho cercato un’icona che rappresentasse bene l’orrore logico, fisico e metafisico del governo che regge le sorti di questo disastrato Paese.
Quale migliore di Cerbero mostro a tre teste?
La prima testa, o delle libertà, è la più famelica e vuole divorare le altre due per divorare poi tutto il mondo fenomenico.
Quando dice qualcosa in genere intende il contrario.
La seconda testa, o civica, è piuttosto anonima, non si percepisce che di riflesso ed è piuttosto silente.
La terza testa, o democratica, è, unico caso al mondo, incapace di andare d’accordo con se stessa.
S’offre spontaneamente alle zanne della prima testa.
***
Noi povere anime siamo in balia di questo gran vermo, senza avere un Virgilio pronto a gettare terra soporifera in quelle fauci, o una Sibilla che lo addomestichi gettandogli una saporita offa.

Anzi, è Cerbero che ci lancia una ciambella traditrice.

Come una polpetta avvelenata che si chiama IMU.


La scarica dei 101

22 aprile 2013

Simbolo PD

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Non sono iscritto al PD.
Ma pur non condividendo pienamente il programma ho creduto nella possibilità del centrosinistra con le elezioni di febbraio di chiudere un periodo di profondo oscurantismo che ci ha disonorato, umiliato e portato volgarità e impoverimento materiale e culturale.
Per questa ragione nel limite delle mie possibilità ho sostenuto nella passata campagna elettorale Ambrosoli in Lombardia e il centrosinistra per il governo. Purtroppo è andata male, la delusione è stata cocente.
Ma ci sta, si può perdere.
Quello che invece non ci sta è ciò che è successo venerdì 19 aprile sulla proposta di votare Prodi come presidente della repubblica. Non si può dichiarare un voto all’unanimità e poi votare diversamente senza dichiararsi e con le modalità dell’agguato.

Non si può accettare.

Ho scritto velocemente la seguente lettera che sto inviando a tutti i deputati del PD cercando meno velocemente l’indirizzo mail sul sito del parlamento.

***

Di seguito il testo della lettera:

Onorevoli parlamentari del Partito Democratico,
venerdì 19 aprile 2013 101 parlamentari del PD non hanno votato per l’elezione di Romano Prodi come presidente della repubblica.
E ancora a distanza di giorni io non so chi si celi dietro questo voto.
Il PD non è un partito personale ma un partito dove ci sono diversità e questo non può che rappresentare una ricchezza.
Ma la diversità che costruisce è quella che si mostra a viso aperto.
Le modalità del voto di venerdì dopo che l’adesione al voto di Prodi è stato unanime ha delle caratteristiche che non posso e non voglio condividere.
Queste modalità appartengono a culture che pensavo venissero combattute da questo partito.
Durante la campagna elettorale mi sono impegnato per riportare al voto persone che non avevano più intenzione di votare.
Da queste persone sono stato implacabilmente e giustamente insultato.
Non ve lo perdono.

Come ultimo atto di dignità mostratevi e dimettetevi.
Ci sono altri partiti avvezzi a questa moralità che possono accogliervi.

***

Avevo dedicato l’invettiva di Rigoletto (in questo post) ai deputati  PDL che avevano protestato al palazzo di giustizia di Milano.

Ora anche altri ne sono degni.